📅 Pubblicato il 18 settembre 2026🔄 Aggiornato il 18 settembre 2026 — perché: importi resi verosimili con la regola dello Studio e ipotesi verificate sui nuovi materiali📁 Caso concreto n. 6

Come funziona questa rubrica

Situazioni che in Studio capitano davvero, raccontate come casi tipo: nomi, quartieri e cifre sono di fantasia, i passaggi e le regole sono quelli veri. Serve a farti vedere in anticipo cosa succede in una pratica come la tua. Il numero esatto per il tuo caso te lo diamo con un preventivo scritto. La guida completa sull’argomento è Condono edilizio in itinere: l’iter passo per passo per vendere o comprare.

Il nodo: una casa costruita dal papà, un condono chiesto nel 1986 e mai arrivato

Assunta e Ciro hanno ereditato dal padre, morto nel 2014, un appartamento al primo piano di una palazzina a Ponticelli, costruita dal papà stesso tra il 1980 e il 1982 su un terreno di famiglia, senza licenza edilizia. Nel 1986 il padre presentò la domanda di condono con la legge 47/1985, pagò l’oblazione in tre rate e conservò tutto in una busta gialla: la copia della domanda con il timbro del protocollo, i bollettini postali, una lettera del Comune del 1992. Poi più nulla. Nel 2026 i due fratelli decidono di vendere a una giovane coppia, Luisa e Gaetano, che comprerebbe senza mutuo con l’aiuto delle famiglie. L’agenzia vorrebbe far firmare subito la proposta. Assunta, prima, ci chiama: «Il condono non è mai uscito: si può vendere?».

Cosa abbiamo trovato nei controlli

Il primo lavoro è stato leggere la busta gialla e chiedere al Comune il resto. Abbiamo verificato la domanda (presentata nei termini del primo condono, protocollo di gennaio 1986, opere dichiarate ultimate nel 1982, quindi prima del 1° ottobre 1983), le tre ricevute dell’oblazione e la lettera del 1992. Poi, con delega dei fratelli, il geometra di fiducia ha presentato l’accesso agli atti al Servizio Condono edilizio del Comune di Napoli. Il fascicolo è arrivato dopo sette settimane e ha detto quattro cose.

La soluzione, un pezzo alla volta

Far ripartire la pratica. Il geometra ha preparato e depositato l’integrazione chiesta nel 1992: fotografie, elaborati aggiornati, certificato di idoneità statica di un ingegnere. Il Comune ha quindi liquidato gli oneri e il conguaglio, che i fratelli hanno pagato subito, conservando le ricevute. Da quel giorno la pratica è tornata «completa», e il termine per il silenzio-assenso ha cominciato a correre davvero. Non abbiamo aspettato i ventiquattro mesi: la legge consente di vendere prima.

La proposta e il preliminare. Abbiamo chiesto all’agenzia di non usare il modulo standard. Nel preliminare sono finiti gli estremi della domanda di condono, delle ricevute e dell’integrazione appena depositata, la dichiarazione che il permesso in sanatoria non era ancora stato rilasciato né negato, e la regola del gioco: prezzo di 135.000 euro, di cui 10.000 da depositare presso il notaio fino al rilascio del permesso in sanatoria o, se prima, all’attestazione del Comune sullo stato della pratica. Luisa e Gaetano hanno accettato sapendo esattamente che cosa compravano.

L’atto. Nel rogito i venditori hanno dichiarato che l’edificio era stato realizzato senza titolo e che per esso era stata presentata domanda di concessione in sanatoria ai sensi della L. 47/1985, con Comune, data e protocollo, gli estremi delle ricevute dell’oblazione e degli oneri e la ricevuta dell’integrazione del 2026; che il Comune non aveva emesso il provvedimento né notificato un diniego; che l’immobile non era soggetto ai vincoli dell’art. 32 L. 47/1985. La copia della domanda e le ricevute sono state allegate, come vuole l’art. 40 L. 47/1985. Gli acquirenti hanno dichiarato di subentrare nella pratica e di essere stati informati dal notaio delle conseguenze di un eventuale diniego. Con una clausola a parte i venditori hanno garantito la tempestività della domanda e la veridicità delle dichiarazioni e si sono assunti eventuali ulteriori conguagli richiesti dal Comune per il periodo anteriore alla vendita. Il deposito di 10.000 euro è stato costituito sul conto dedicato dello Studio ai sensi dell’art. 1, commi 63-67, L. 147/2013 (come modificato dalla L. 124/2017), con le condizioni di svincolo scritte nell’atto.

Il catasto e la successione. Prima dell’atto il geometra ha presentato la variazione catastale per il tramezzo; e poiché la casa era ancora intestata al papà nei registri immobiliari, nell’atto abbiamo fatto risultare e trascritto l’accettazione tacita dell’eredità dei due fratelli (art. 476 e 2648 c.c.), a loro spese, chiudendo la catena delle trascrizioni.

Esito, tempi e costi

Esito. Atto stipulato con condono ancora pendente ma pratica riattivata e completa; prezzo incassato dai venditori per 125.000 euro, 10.000 euro in deposito presso il notaio. Sette mesi dopo il Comune ha rilasciato il permesso in sanatoria: il deposito è stato svincolato ai venditori entro cinque giorni, come scritto nell’atto.

Tempi. Dalla prima telefonata al rogito: quattro mesi. Sette settimane per l’accesso agli atti al Comune, tre settimane per l’integrazione del geometra, due per la liquidazione e il pagamento degli oneri, il resto per il preliminare, la variazione catastale e l’istruttoria dell’atto.

Costi. Onorario di massima dello Studio per l’atto di vendita, su un prezzo di 135.000 euro con prezzo-valore: circa 1.030 euro, oltre IVA, contributi, tasse e imposte, che vanno a parte e si calcolano sulle norme (per gli acquirenti, con i requisiti prima casa, imposta di registro al 2 per cento sul valore catastale con il minimo di 1.000 euro e imposte ipotecaria e catastale fisse di 50 euro ciascuna; oggi D.Lgs. 123/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026). La gestione del deposito prezzo, la trascrizione dell’accettazione tacita, il lavoro del geometra e dell’ingegnere e gli oneri comunali sono voci separate, indicate nel preventivo scritto.

Nota deontologica. Le cifre di questo caso tipo sono stime orientative. L’onorario del notaio è libero (tariffe abrogate dal D.L. 223/2006, conv. L. 248/2006, e dal D.L. 1/2012, conv. L. 27/2012); i parametri del D.M. 140/2012 servono solo come riferimento per la stima; resta ferma la disciplina dell’equo compenso (L. 49/2023) nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese. Le imposte sono calcolate sulle norme. Stime indicative aggiornate a settembre 2026: il preventivo scritto, gratuito e senza impegno, lo dà lo Studio. Nessuna promessa di risultato, nessun confronto con altri colleghi.

Cosa puoi imparare da questo caso

Devi vendere o comprare una casa con un condono ancora aperto? Chiedi un preventivo scritto e gratuito, oppure prenota una consulenza online (agenda: calendar.app.google/9HHLD48jcFYP8ReK8) o scrivici su WhatsApp al +39 352 2737467. Per approfondire: condono edilizio in itinere: l’iter passo per passo, zone rosse e vincoli a Napoli, abusi, condoni e zone rosse, agibilità, regolarità urbanistica e commerciabilità; i conti negli Strumenti notarili, le parole nel Glossario, gli altri Casi concreti.

Fonti

Marco Fiorentino, notaio in Napoli dal 2011 (Viale Antonio Gramsci 19, Mergellina) · oltre 6.000 atti · 4,9/5 su 48 recensioni Google · verificato il 18 settembre 2026. Newsletter del giovedì: iscriviti.

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