Aggiornato al 21 settembre 2026 · versione 1
In breve: il testamento pubblico non si scrive, si dice. Il testatore dichiara la propria volontà al notaio in presenza di due testimoni, il notaio la mette per iscritto e la rilegge ad alta voce davanti a tutti (art. 603 del codice civile). Per questo è la forma adatta a chi non riesce più a scrivere a mano, a chi ha la vista o l’udito compromessi, a chi è ricoverato: dove l’olografo diventa impossibile o fragile, il pubblico regge. E l’originale non si perde, perché resta al notaio.
Che cosa succede davvero in Studio
L’articolo 603 del codice civile descrive una sequenza precisa, e ogni passaggio deve risultare scritto nell’atto.
- Il testatore dichiara la sua volontà al notaio, in presenza dei due testimoni.
- Il notaio la riduce per iscritto: sceglie le parole giuridiche, ma il contenuto resta quello del testatore.
- Il notaio legge il testamento al testatore, sempre davanti ai testimoni. Se qualcosa non corrisponde, si corregge prima di firmare.
- Nell’atto si indicano il luogo, la data e l’ora della sottoscrizione. L’ora non è un dettaglio burocratico: serve se un giorno si dovesse stabilire quale testamento è il più recente.
- Firmano il testatore, i due testimoni e il notaio.
È esattamente il contrario dell’olografo, che va scritto per intero di proprio pugno, datato e firmato dal testatore: se la mano non tiene più la penna, quella strada si chiude. Le tre forme a confronto sono spiegate in olografo, pubblico e segreto: differenze ed errori da evitare.
Chi non riesce a firmare può comunque fare testamento
È il punto che riguarda più da vicino chi è malato, e quasi nessuno lo sa. Se il testatore non può firmare, o può farlo solo con grave difficoltà, deve dichiararne la causa: il notaio ne fa menzione nell’atto prima della lettura, e il testamento resta valido. Una mano che trema, un braccio immobilizzato, una debolezza che non consente di reggere la penna non sono ostacoli.
- Sordo, muto, sordomuto. Il codice rinvia alle norme della legge notarile e, in alcuni di questi casi, richiede quattro testimoni invece di due.
- Chi non conosce l’italiano. La legge notarile prevede l’intervento di un interprete, che presta giuramento; l’atto è scritto in italiano con la traduzione allegata (art. 55 della legge notarile).
- Chi non può muoversi. Il notaio può recarsi dove si trova il testatore, nell’ambito del proprio distretto: a casa, in una struttura, in ospedale.
Chi possono essere i due testimoni
Non sono comparse. Devono essere presenti dall’inizio alla fine, capire quello che accade e firmare. E soprattutto: non possono essere le persone che ricevono qualcosa. Le disposizioni a favore del notaio che riceve il testamento, dei testimoni o dell’interprete sono nulle (art. 597 del codice civile). Quindi niente figli, niente coniuge, niente eredi o legatari fra i testimoni; li si sceglie fuori dalla cerchia degli interessati e, se non si ha nessuno a disposizione, lo Studio se ne occupa.
Che cosa fa il notaio, e che cosa non fa
- Accerta la capacità di intendere e di volere nel momento in cui il testamento si fa. Non rilascia diagnosi e non certifica lo stato di salute: verifica che la persona capisca e voglia. Non possono fare testamento i minori, gli interdetti per infermità di mente e chi, anche solo in quel momento, era incapace di intendere e di volere (art. 591 del codice civile).
- Ascolta il testatore da solo. Chi accompagna resta fuori. È la cautela più semplice e la più efficace contro le pressioni familiari.
- Avverte sui limiti. Non si può disporre liberamente di tutto: la legge riserva una quota a coniuge, figli e, in mancanza di figli, ascendenti. Il notaio lo dice prima, non dopo.
- Non decide al posto del testatore e non suggerisce chi debba ereditare. Mette in forma una volontà che deve essere già sua.
Quando un testamento salta
Il testamento pubblico è nullo quando manca la redazione per iscritto, da parte del notaio, delle dichiarazioni del testatore, oppure la sottoscrizione dell’uno o dell’altro. Per ogni altro difetto di forma è annullabile su istanza di chiunque vi abbia interesse, entro cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie (art. 606 del codice civile). Lo stesso termine di cinque anni vale per l’impugnazione fondata sull’incapacità del testatore.
Nella pratica, le liti sui testamenti pubblici sono molto meno frequenti che sugli olografi, dove si discute di calligrafia, di date aggiunte dopo, di fogli spariti dal cassetto.
Dove finisce il testamento, dopo
L’originale resta nella raccolta del notaio: non si smarrisce e non può essere distrutto da nessuno. Il testamento pubblico viene inoltre iscritto nel Registro generale dei testamenti, tenuto dall’Ufficio centrale degli archivi notarili del Ministero della Giustizia, che permette di sapere se una persona ha fatto testamento anche in uno degli altri Paesi che hanno ratificato la Convenzione di Basilea del 1972. Dopo la morte, il notaio comunica l’esistenza del testamento agli eredi e ai legatari di cui conosce il domicilio o la residenza (art. 623 del codice civile).
Un esempio, con numeri inventati
Esempio di fantasia: nomi, importi e date sono inventati e servono solo a far capire il meccanismo.
Maria Luisa ha settantanove anni, una malattia che le ha tolto forza alle mani e un appartamento del valore, per ipotesi, di 240.000 euro. Ha due figli, Alessandro e Ludovica. Vuole lasciare a Ludovica, che vive lontano, una somma di 20.000 euro in più rispetto al fratello, per riequilibrare un aiuto dato ad Alessandro anni prima.
- L’olografo è escluso: non riuscirebbe a scriverlo per intero a mano, e un testo scritto a metà da un’altra persona sarebbe da buttare.
- Si fa un testamento pubblico. Maria Luisa detta; il notaio scrive e rilegge; i due testimoni, due conoscenti estranei alla famiglia, assistono e firmano.
- Maria Luisa firma con difficoltà ma ci riesce. Se non ce l’avesse fatta, avrebbe dichiarato la causa e il notaio ne avrebbe dato atto: il testamento sarebbe stato valido lo stesso.
- Prima di dettare, il notaio le spiega la quota riservata ai figli: il legato di 20.000 euro, nell’esempio, sta dentro la quota di cui può disporre liberamente.
Cosa fare in pratica
- Porta un documento d’identità valido e il codice fiscale, tuoi e delle persone che vuoi nominare.
- Scrivi su un foglio, anche a parole tue, che cosa vuoi lasciare e a chi: servirà a te per dettare con calma.
- Pensa ai due testimoni, scegliendoli fuori dalla famiglia e fuori da chi riceve. Se non ne hai, dillo: ci pensa lo Studio.
- Se non puoi uscire di casa, segnalalo quando prendi appuntamento: si organizza diversamente.
- Valuta se allegare l’elenco dei tuoi conti e delle tue credenziali digitali: vedi l’inventario digitale da allegare al testamento.
- Ricorda che un testamento si può sempre cambiare o revocare, finché si è in vita.
Domande frequenti
Devo saper scrivere per fare un testamento pubblico?
No. Il testamento pubblico si detta al notaio. Anche la firma, se è impossibile o molto difficile, può mancare: basta dichiararne la causa, e il notaio ne fa menzione nell’atto.
Chi può fare da testimone?
Due persone maggiorenni e capaci, presenti per tutto l’atto, che non ricevano nulla dal testamento: le disposizioni a favore dei testimoni sono nulle.
Il notaio può venire in ospedale o a casa?
Sì, nell’ambito del proprio distretto il notaio si reca dove si trova il testatore.
Posso cambiare idea dopo?
Sì. Il testamento è revocabile fino all’ultimo giorno di vita: se ne fa uno nuovo o lo si revoca davanti al notaio.
Fonti
- Art. 603 del codice civile, testamento pubblico (Normattiva)
- Art. 597 del codice civile, incapacità del notaio, dei testimoni e dell’interprete (Normattiva)
- Art. 591 del codice civile, casi di incapacità di testare (Normattiva)
- Art. 606 del codice civile, nullità e annullabilità del testamento (Normattiva)
- Art. 623 del codice civile, comunicazioni agli eredi e ai legatari (Normattiva)
- Legge notarile 16 febbraio 1913, n. 89, art. 55 (Normattiva)
- Ministero della Giustizia, Registro generale dei testamenti
Vedi anche: il testamento dal notaio a Napoli, chi eredita se non si fa testamento, che differenza c’è fra atto pubblico e scrittura autenticata e come lasciare qualcosa a un ente senza togliere nulla alla famiglia.
Vuoi fare testamento e non sai da dove cominciare? Chiedi un preventivo oppure prenota una Consulenza online. Rispondiamo entro un giorno lavorativo.
Il presente articolo ha finalità informativa. Non costituisce un parere e non sostituisce l’esame del caso concreto.
Scopri di più da Notaio Marco Fiorentino | Napoli
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.