Aggiornato al 21 settembre 2026 · versione 1

In breve: il testamento pubblico non si scrive, si dice. Il testatore dichiara la propria volontà al notaio in presenza di due testimoni, il notaio la mette per iscritto e la rilegge ad alta voce davanti a tutti (art. 603 del codice civile). Per questo è la forma adatta a chi non riesce più a scrivere a mano, a chi ha la vista o l’udito compromessi, a chi è ricoverato: dove l’olografo diventa impossibile o fragile, il pubblico regge. E l’originale non si perde, perché resta al notaio.

Il testamento pubblico, passo per passo1Il testatore dice al notaio che cosa vuole2Due testimoni sono presenti dall’inizio3Il notaio scrive e rilegge ad alta voce4Firmano testatore, testimoni e notaio5L’originale resta al notaio e viene registrato

Che cosa succede davvero in Studio

L’articolo 603 del codice civile descrive una sequenza precisa, e ogni passaggio deve risultare scritto nell’atto.

  1. Il testatore dichiara la sua volontà al notaio, in presenza dei due testimoni.
  2. Il notaio la riduce per iscritto: sceglie le parole giuridiche, ma il contenuto resta quello del testatore.
  3. Il notaio legge il testamento al testatore, sempre davanti ai testimoni. Se qualcosa non corrisponde, si corregge prima di firmare.
  4. Nell’atto si indicano il luogo, la data e l’ora della sottoscrizione. L’ora non è un dettaglio burocratico: serve se un giorno si dovesse stabilire quale testamento è il più recente.
  5. Firmano il testatore, i due testimoni e il notaio.

È esattamente il contrario dell’olografo, che va scritto per intero di proprio pugno, datato e firmato dal testatore: se la mano non tiene più la penna, quella strada si chiude. Le tre forme a confronto sono spiegate in olografo, pubblico e segreto: differenze ed errori da evitare.

Chi non riesce a firmare può comunque fare testamento

È il punto che riguarda più da vicino chi è malato, e quasi nessuno lo sa. Se il testatore non può firmare, o può farlo solo con grave difficoltà, deve dichiararne la causa: il notaio ne fa menzione nell’atto prima della lettura, e il testamento resta valido. Una mano che trema, un braccio immobilizzato, una debolezza che non consente di reggere la penna non sono ostacoli.

Chi possono essere i due testimoni

Non sono comparse. Devono essere presenti dall’inizio alla fine, capire quello che accade e firmare. E soprattutto: non possono essere le persone che ricevono qualcosa. Le disposizioni a favore del notaio che riceve il testamento, dei testimoni o dell’interprete sono nulle (art. 597 del codice civile). Quindi niente figli, niente coniuge, niente eredi o legatari fra i testimoni; li si sceglie fuori dalla cerchia degli interessati e, se non si ha nessuno a disposizione, lo Studio se ne occupa.

Che cosa fa il notaio, e che cosa non fa

Quando un testamento salta

Il testamento pubblico è nullo quando manca la redazione per iscritto, da parte del notaio, delle dichiarazioni del testatore, oppure la sottoscrizione dell’uno o dell’altro. Per ogni altro difetto di forma è annullabile su istanza di chiunque vi abbia interesse, entro cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie (art. 606 del codice civile). Lo stesso termine di cinque anni vale per l’impugnazione fondata sull’incapacità del testatore.

Nella pratica, le liti sui testamenti pubblici sono molto meno frequenti che sugli olografi, dove si discute di calligrafia, di date aggiunte dopo, di fogli spariti dal cassetto.

Dove finisce il testamento, dopo

L’originale resta nella raccolta del notaio: non si smarrisce e non può essere distrutto da nessuno. Il testamento pubblico viene inoltre iscritto nel Registro generale dei testamenti, tenuto dall’Ufficio centrale degli archivi notarili del Ministero della Giustizia, che permette di sapere se una persona ha fatto testamento anche in uno degli altri Paesi che hanno ratificato la Convenzione di Basilea del 1972. Dopo la morte, il notaio comunica l’esistenza del testamento agli eredi e ai legatari di cui conosce il domicilio o la residenza (art. 623 del codice civile).

Un esempio, con numeri inventati

Esempio di fantasia: nomi, importi e date sono inventati e servono solo a far capire il meccanismo.

Maria Luisa ha settantanove anni, una malattia che le ha tolto forza alle mani e un appartamento del valore, per ipotesi, di 240.000 euro. Ha due figli, Alessandro e Ludovica. Vuole lasciare a Ludovica, che vive lontano, una somma di 20.000 euro in più rispetto al fratello, per riequilibrare un aiuto dato ad Alessandro anni prima.

Cosa fare in pratica

Domande frequenti

Devo saper scrivere per fare un testamento pubblico?
No. Il testamento pubblico si detta al notaio. Anche la firma, se è impossibile o molto difficile, può mancare: basta dichiararne la causa, e il notaio ne fa menzione nell’atto.

Chi può fare da testimone?
Due persone maggiorenni e capaci, presenti per tutto l’atto, che non ricevano nulla dal testamento: le disposizioni a favore dei testimoni sono nulle.

Il notaio può venire in ospedale o a casa?
Sì, nell’ambito del proprio distretto il notaio si reca dove si trova il testatore.

Posso cambiare idea dopo?
Sì. Il testamento è revocabile fino all’ultimo giorno di vita: se ne fa uno nuovo o lo si revoca davanti al notaio.

Fonti

Vedi anche: il testamento dal notaio a Napoli, chi eredita se non si fa testamento, che differenza c’è fra atto pubblico e scrittura autenticata e come lasciare qualcosa a un ente senza togliere nulla alla famiglia.


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Il presente articolo ha finalità informativa. Non costituisce un parere e non sostituisce l’esame del caso concreto.


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