In 30 secondi

  • Si scrive tutto a mano, con la data e la firma: lo prevede l’articolo 602 del codice civile.
  • Se manca uno di questi elementi, il testamento può essere invalido.
  • Dopo la morte lo pubblica un notaio: solo così diventa eseguibile.

Aggiornato al 13 ottobre 2026.

📅 Pubblicato il 17 marzo 2022🔄 Aggiornato il 19 settembre 2026

In sintesi

  • Il codice civile conosce tre forme ordinarie di testamento: olografo (scritto tutto a mano, datato e firmato: art. 602), pubblico (ricevuto dal notaio con due testimoni: art. 603) e segreto (consegnato sigillato al notaio: artt. 604-608).
  • L’olografo è gratis ma fragile: se non è interamente autografo o manca la firma è nullo; se manca la data è annullabile entro cinque anni dall’esecuzione (art. 606). E può andare perso o “sparire”.
  • Il testamento pubblico non si perde, non si contesta per la forma e il notaio verifica capacità e volontà. Ha un costo, ma toglie ai familiari il rischio di una causa.
  • Alla morte, chi ha in mano un olografo deve portarlo a un notaio per la pubblicazione (art. 620): solo da quel momento può essere eseguito.

“Ho scritto tutto su un foglio e l’ho messo nel cassetto: va bene?” È una delle domande che riceviamo più spesso, e la risposta è “dipende da cosa c’è scritto e da come”. Il testamento è l’unico atto con cui può decidere cosa succede ai suoi beni dopo di te, e la legge ti offre tre modi per farlo. Vediamoli, con gli errori che vediamo più spesso e cosa succede il giorno in cui il testamento va aperto.

Il video dello Studio, 37 secondi: perché un testamento scritto al computer non vale.

Il testamento olografo (art. 602 c.c.)

L’ho scritto io, a mano, sul quaderno. Vale?Vale, se è tutto scritto a mano, datato e firmato. Ma il cassetto non è una cassaforte.Depositalo dal notaio: così nessuno lo perde e nessuno lo “dimentica”.‘O Notaio · notaiofiorentinomarco.com
Il testamento scritto a mano

Fa parte del percorso: Successioni e testamenti: la guida del notaio

È il testamento fatto in casa. L’art. 602 chiede tre cose, e le chiede tutte: deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore. La data deve indicare giorno, mese e anno; la firma va in calce alle disposizioni e può essere anche un soprannome, purché identifichi con certezza chi ha scritto. Non servono testimoni, non serve carta particolare, non serve il notaio. Costo: zero.

Il rovescio della medaglia è la fragilità. Il foglio può essere smarrito, distrutto da un erede scontento, trovato troppo tardi, oppure contestato: “non è la sua scrittura”, “non era lucido”, “gliel’hanno fatto scrivere”. E poi ci sono gli errori formali.

Gli errori da evitare

Un consiglio pratico se sceglie l’olografo: scrive in bella grafia, con penna, su un foglio intero; indica i beni con precisione; firma dopo l’ultima riga; fa una copia e deposita l’originale presso un notaio con un verbale di deposito, oppure consegnalo a una persona di assoluta fiducia dicendole dove si trova.

Il testamento pubblico (art. 603 c.c.)

Con il testamento pubblico dichiari le sue volontà al notaio, in presenza di due testimoni; il notaio le mette per iscritto, te le legge e tutti firmano, con l’indicazione di luogo, data e ora. Il documento resta nella raccolta del notaio e viene iscritto nel Registro generale dei testamenti, tenuto dal Ministero della giustizia: alla sua morte, chiunque abbia interesse può sapere se esiste un testamento e presso quale notaio.

I vantaggi sono concreti. Non si perde e non si può far sparire. La forma è garantita dal notaio, quindi le contestazioni possibili si riducono al merito (la capacità, la lesione di legittima), non alla data o alla firma. È l’unica forma accessibile a chi non sa o non può scrivere, o non può leggere: per loro l’art. 603 prevede cautele specifiche. E, soprattutto, prima di scrivere il notaio ti ascolta: ti spiega cosa può fare e cosa no, come tutelare un figlio fragile, come lasciare la casa al coniuge senza scontentare i figli, come evitare che due frasi si contraddicano. Il testamento pubblico ha un costo, che ti indichiamo nel preventivo; è in genere molto inferiore a quello di una sola udienza della causa che un olografo malfatto può provocare.

Il testamento segreto (artt. 604-608 c.c.)

È la forma meno usata, ma ha una sua logica: vuole la sicurezza del deposito notarile senza far conoscere il contenuto nemmeno al notaio. Il testamento segreto può essere scritto da te, anche al computer, o da un’altra persona; se lo ha scritto lei, lo firma in fondo; se lo ha scritto un altro o è dattiloscritto, deve firmare anche ogni mezzo foglio. Poi lo chiude in una busta sigillata e lo consegna al notaio davanti a due testimoni, dichiarando che contiene il suo testamento. Il notaio redige l’atto di ricevimento sulla busta stessa. Chi non sa leggere non può fare testamento segreto. Può ritirarlo in ogni momento (art. 608); e se il segreto manca di qualche suo requisito ma ha quelli dell’olografo, vale come olografo (art. 607).

Nullità e annullabilità: cosa rischia davvero il testamento

L’art. 606 fa una distinzione precisa. Il testamento è nullo, e la nullità può essere fatta valere da chiunque e senza limiti di tempo, solo quando manca l’autografia o la sottoscrizione nell’olografo, oppure quando nel pubblico manca la redazione per iscritto da parte del notaio, la dichiarazione del testatore o la sottoscrizione del testatore o del notaio. Ogni altro difetto di forma rende il testamento soltanto annullabile, su domanda di chi ha interesse, entro cinque anni dal giorno in cui le disposizioni hanno avuto esecuzione. È il principio del favor testamenti: la legge preferisce salvare la volontà del testatore, quando è chiara. Ma “chiara” è la parola chiave, ed è il motivo per cui in Studio spendiamo più tempo a chiedere che a scrivere. Francesco Carnelutti lo spiegava così: «il notaio giudica affinché l’inconveniente non si verifica» (La figura giuridica del notaro, in Riv. notariato, 1951, p. 8).

La pubblicazione: cosa succede dopo (art. 620 c.c.)

Chi è in possesso di un testamento olografo deve presentarlo a un notaio “appena ha notizia della morte del testatore” per la pubblicazione. Il notaio redige un verbale, in presenza di due testimoni, in cui descrive lo stato del foglio, ne riproduce il contenuto e allega l’originale, vidimato in ogni mezzo foglio, insieme all’estratto dell’atto di morte. Poi comunica l’esistenza del testamento agli eredi e legatari di cui conosce il domicilio (art. 623). Da quel momento le disposizioni possono essere eseguite: la banca sblocca i conti, si può fare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, si possono trascrivere gli acquisti. Il testamento pubblico non ha bisogno di pubblicazione: il notaio che lo ha ricevuto ne rilascia copia dopo la morte. Per il segreto si procede con l’apertura e la pubblicazione (art. 621).

Se chi detiene l’olografo non lo presenta, gli interessati possono chiedere al tribunale di fissargli un termine. E attenzione: la pubblicazione non “convalida” nulla. Un testamento nullo resta nullo anche dopo la pubblicazione; semplicemente, da quel momento diventa conoscibile e chi vuole contestarlo sa cosa contestare.

Un esempio

Rosa, vedova con due figli, vuole lasciare l’appartamento di Fuorigrotta alla figlia che vive con lei e assiste, e i risparmi (60.000 euro) al figlio. La legittima dei due figli, insieme, è di due terzi del patrimonio (art. 537, comma 2): se la casa vale 180.000 euro e il totale è 240.000, a ciascun figlio spettano almeno 80.000 euro. Il figlio riceverebbe 60.000: la lesione è di 20.000 euro e lui potrebbe chiedere la riduzione. Con un testamento pubblico il notaio lo fa notare prima, e Rosa può riequilibrare (per esempio con un legato di 20.000 euro a carico della figlia) invece di lasciare ai figli una causa.

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Fonti

Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.

Domande frequenti

Il testamento olografo si può scrivere al computer?

No. Deve essere scritto tutto a mano da chi fa testamento, datato e firmato (articolo 602 del codice civile).

Serve il notaio per fare un testamento olografo?

No, per scriverlo non serve. Dopo la morte però deve essere pubblicato da un notaio.

Dove conviene conservare il testamento olografo?

Si può depositare presso un notaio. Così non si perde e si trova subito quando serve.

Qual è la differenza con il testamento pubblico?

Il testamento pubblico si fa davanti al notaio, con i testimoni richiesti dalla legge. Riduce il rischio di contestazioni sulla forma.

Pagina dello Studio Notarile Marco Fiorentino, notaio a Napoli: notaio dal 2011, prima nei Distretti notarili di Lecce e di Trani, dal 2026 a Napoli; avvocato dal 2003.

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