Pubblicato il 24 settembre 2026 · Versione 1.0
In breve
Sì, si può donare una casa a un nipote di otto anni. Ma il bambino non firma, e non firmano nemmeno i genitori da soli: serve un’autorizzazione. Accettare una donazione, per un minore, è un atto che va oltre l’amministrazione ordinaria.
La donazione, inoltre, deve essere fatta per atto pubblico davanti al notaio, altrimenti è nulla: lo dice l’art. 782 del codice civile su Normattiva. Una scrittura privata, anche firmata da tutti, non vale niente.
Perché serve un permesso per ricevere un regalo
Sembra strano: il bambino riceve, non dà. Ma una casa porta con sé spese, tasse e responsabilità, e la legge protegge il minore anche da quello che sembra soltanto un vantaggio.
L’art. 320 del codice civile mette «accettare donazioni» nello stesso elenco di «alienare, ipotecare o dare in pegno» e di «accettare o rinunziare ad eredità». Per tutti questi atti i genitori hanno bisogno di un’autorizzazione, e solo «per necessità o utilità evidente del figlio».
Chi dà l’autorizzazione, dal 2023
Fino al 2023 la rilasciava soltanto il giudice tutelare. Dal 28 febbraio 2023 può darla anche il notaio che riceverà l’atto: lo prevede l’art. 21 del D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149. Sono due strade alternative e la scelta è della famiglia. Come funziona, passo per passo, è spiegato nella guida l’autorizzazione che dal 2023 dà il notaio.
Il nodo vero: chi accetta per il bambino
Se dona il nonno, accettano i genitori in nome del nipote: nessun problema, perché chi dona e chi accetta sono persone diverse.
Se invece dona il genitore stesso, la stessa persona si troverebbe dalle due parti del contratto. È un conflitto di interessi, e la legge lo risolve con la nomina di un curatore speciale, che rappresenta il minore soltanto per quell’atto. Non è un ostacolo, è un passaggio in più: va messo in conto nei tempi.
Le alternative, quando la donazione non conviene
- Donare la nuda proprietà e tenere l’usufrutto. Il nonno resta a casa sua finché vive; il nipote diventa pieno proprietario dopo. Se ne parla nella guida su donare la casa tenendo l’usufrutto.
- Donare ai genitori, che sono maggiorenni: niente autorizzazione, ma la casa entra nel loro patrimonio, con i rischi che questo comporta.
- Lasciare per testamento. Non serve autorizzazione oggi; servirà quando gli eredi dovranno accettare, se fra loro c’è un minore.
- Donare una somma di denaro invece dell’immobile: le regole cambiano, e sono spiegate in regalare soldi, un’auto o dei titoli a un nipote minorenne.
Un esempio con numeri inventati
Nomi e cifre sono inventati e servono solo a far capire il meccanismo.
Renato, 78 anni, vuole donare al nipote Andrea, otto anni, un appartamento a Napoli del valore di 160.000 euro. I genitori di Andrea sono Lucia e Domenico.
Lucia e Domenico presentano al notaio una richiesta scritta, spiegando perché la donazione conviene ad Andrea. Il notaio verifica la provenienza dell’immobile, i dati catastali e la situazione urbanistica, sente i genitori e ascolta Andrea, che a otto anni è in grado di dire la sua. Rilascia l’autorizzazione; passati i venti giorni senza reclami, si firma la donazione, con Renato che dona e i genitori che accettano per il figlio.
In un colpo d’occhio
Cosa fare in pratica
- Dire subito chi dona. Nonno o genitore cambia tutto il percorso.
- Portare il titolo di provenienza dell’immobile, la planimetria catastale e la documentazione urbanistica.
- Scrivere perché conviene al bambino: è la parte che l’autorizzazione guarda per prima.
- Mettere in conto i venti giorni prima di fissare la firma.
- L’elenco completo dei documenti è nella pagina i documenti che servono per ogni atto.
Domande frequenti
Il bambino deve venire dal notaio?
Alla firma no: firmano i genitori in suo nome. Durante l’istruttoria il notaio può ascoltarlo, se è in grado di capire e di esprimersi.
Si può fare una scrittura privata e andare dal notaio dopo?
No. La donazione fatta senza atto pubblico è nulla: non è una formalità rinviabile.
Il nipote potrà vendere la casa prima dei diciotto anni?
Solo con una nuova autorizzazione, e il ricavato dovrà essere reimpiegato come l’autorizzazione stabilisce.
La casa donata si vende male?
Non più come una volta. Dal 18 dicembre 2025 chi compra un immobile di provenienza donativa non rischia la restituzione del bene, e l’ipoteca della banca resta efficace.
Fonti
- Art. 782 del codice civile — Normattiva
- Art. 320 del codice civile — Normattiva
- Art. 21 del D.Lgs. 149/2022 — Normattiva
- Consiglio Nazionale del Notariato
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Questo articolo dà informazioni generali e non è un parere sul caso concreto.
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