Aggiornato al 22/09/2026 · versione 2Caso tipo: nomi, importi e date sono inventati

In breve: chi vende un terreno agricolo non sceglie liberamente il compratore. Se accanto c’è un coltivatore diretto confinante, il fondo va offerto prima a lui, alle stesse condizioni: altrimenti potrà riscattarlo da chi lo ha comprato. E prima di credere alle promesse di chi vuole «farci altro», si guarda il certificato di destinazione urbanistica.

La situazione di partenza

Lucia vive a Salerno e ha ereditato dieci anni fa dal padre un uliveto di 3 ettari nell’entroterra leccese: 300 alberi secolari, ormai quasi tutti secchi per la Xylella. Il terreno non rende più nulla e costa manutenzione. Si fanno avanti in due: il vicino, coltivatore diretto, che offre 18.000 euro per reimpiantare varietà resistenti; e un imprenditore di Lecce, che offre 24.000 euro per farne un parcheggio a servizio di un agriturismo. Lucia chiede: a chi posso vendere, e quanto mi resta?

Quanto vale, davvero, un uliveto leccese

I prezzi che si leggono sui portali riguardano le case, non i campi: in provincia di Lecce la media è di 1.201 euro al metro quadro per gli immobili in vendita, 1.425 euro a Nardò e 1.662 euro a Lecce città (rilevazione di agosto 2026, immobiliare.it). Un terreno agricolo sta su un altro pianeta: si ragiona a ettaro, non a metro quadro, e nel nostro esempio i 18.000 euro per 3 ettari corrispondono a 6.000 euro a ettaro, cioè 60 centesimi al metro quadro. È il livello tipico di un uliveto con le piante secche, dove il valore residuo è quello della terra nuda e del reimpianto da fare. Il valore di riferimento pubblico, per zona e per qualità di coltura, si legge nei valori agricoli medi della Puglia pubblicati dall’Agenzia delle Entrate: il prezzo reale poi dipende da accesso, acqua, giacitura e stato delle piante.

Il problema: quattro questioni

Che cosa ha fatto il Notaio

  1. Ha fatto chiedere il certificato di destinazione urbanistica prima di ogni trattativa: zona agricola, nessuna possibilità di parcheggio. L’imprenditore ha rinunciato, e con lui è sparita l’offerta più alta, che però era anche quella impossibile.
  2. Ha verificato gli espianti e i contributi. Le autorizzazioni c’erano; nessun contributo pubblico con vincoli pendenti gravava sul fondo.
  3. Ha impostato correttamente la prelazione. Con l’unico compratore rimasto, che era proprio il confinante coltivatore diretto, il problema si è risolto alla radice: si è raccolta la certificazione della sua qualifica e dell’iscrizione alla previdenza agricola.
  4. Ha fatto i conti al netto delle imposte, mostrando a Lucia che la differenza fra le due offerte, una volta tolto ciò che il compratore avrebbe dovuto pagare al fisco, era molto minore di quanto sembrava.
  5. Ha ricevuto l’atto nello Studio a Napoli: Lucia è arrivata da Salerno, il vicino ha firmato con una procura speciale.

Come è andata a finire

Il fondo è stato venduto al confinante per 18.000 euro. Lui ha ottenuto le agevolazioni per la piccola proprietà contadina, pagando poche centinaia di euro di imposte invece di alcune migliaia, e si è impegnato a coltivare per almeno cinque anni. Lucia non ha pagato imposte sulla plusvalenza: il terreno è agricolo ed è arrivato per successione. La vendita al prezzo apparentemente più alto, quella dell’imprenditore, si sarebbe arenata sul certificato di destinazione urbanistica: la trattativa sarebbe saltata mesi dopo, e nel frattempo il vicino avrebbe potuto esercitare il riscatto.

Che cosa impariamo

Le imposte, in breve

Le imposte dipendono dal caso concreto: nel preventivo scritto le trovi voce per voce.

I documenti che servono

Dove si firma

Il notaio riceve gli atti nel distretto in cui ha sede: il limite riguarda il luogo della firma, non il luogo in cui si trovano i beni. La vendita di un uliveto nel Leccese si può quindi firmare a Napoli, nello Studio di Viale Antonio Gramsci 19; lo Studio cura poi registrazione, trascrizione e voltura presso gli uffici competenti a Lecce.

Cosa fare in pratica

Domande frequenti

Posso vendere al prezzo più alto a chi voglio?
Sì, ma se c’è un confinante con diritto di prelazione devi offrirgli il fondo alle stesse condizioni: se accetta, la precedenza è sua.

L’uliveto secco vale meno al catasto?
Il reddito dominicale dipende dalla qualità di coltura registrata: se è cambiata si può chiedere la variazione colturale. Per l’imposta di registro conta comunque il corrispettivo dichiarato.

E se il terreno lo compra un’azienda agricola?
Se è imprenditore agricolo professionale iscritto alla previdenza agricola può accedere ad agevolazioni analoghe a quelle del coltivatore diretto.

Questo caso informa in generale e non è un parere: la prelazione agraria è materia in cui ogni dettaglio conta. Da leggere accanto: la guida su certificato di destinazione urbanistica, prelazione agraria e plusvalenza, quella sulle agevolazioni per chi compra un terreno agricolo, il caso del terreno vicino a Brindisi chiesto per il fotovoltaico e quello della masseria di Ostuni con cinque ettari di uliveto. Capire prima di firmare.

Studio Notarile Marco Fiorentino

Deve vendere o comprare un terreno agricolo?

Prelazione, destinazione urbanistica e imposte: le mettiamo per iscritto prima della trattativa. Rispondiamo entro un giorno lavorativo.

Chiedi un preventivo Consulenza online Chiedi un parere scritto

Il preventivo è gratuito. Il parere scritto comporta un onorario, che Le indichiamo prima di iniziare.

Caso tipo con nomi, importi e date di fantasia, a scopo informativo. Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.


Scopri di più da Notaio Marco Fiorentino | Napoli

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.