Aggiornato al 22/09/2026 · versione 2Caso tipo: nomi, importi e date sono inventati

In breve: il modulo che arriva dalla società dell’energia non è un affitto qualunque: è quasi sempre un diritto di superficie, cioè un diritto reale che dura decenni, si trascrive e si ipoteca. Prima di firmare bisogna sapere tre cose: se su quel terreno l’impianto è davvero autorizzabile, quanto dura l’impegno, e chi smonta i pannelli alla fine.

La situazione di partenza

Lucia e Ludovica sono sorelle, una vive a Napoli e l’altra a Mesagne. Possiedono 12 ettari di seminativo fra Brindisi e Mesagne, affittati da anni a un agricoltore. Una società dell’energia offre 3.000 euro l’anno per ettaro per trent’anni e manda un «contratto preliminare di costituzione del diritto di superficie» già pronto da firmare, con la richiesta di restituirlo entro una settimana. Le sorelle non capiscono che cosa stanno cedendo, e per quanto tempo.

Quanto vale, davvero, quel terreno

In provincia di Brindisi il mercato delle case viaggia su 1.710 euro al metro quadro di media, con Ostuni a 2.599 (rilevazione di agosto 2026, immobiliare.it): numeri che non c’entrano nulla con un seminativo, ma che spiegano perché molti proprietari di terra si sentano poveri accanto a chi possiede case. Un terreno agricolo si valuta a ettaro, e il riferimento pubblico per zona e coltura sono i valori agricoli medi della Puglia pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. È questo il confronto che conta: nel nostro esempio il corrispettivo proposto, 36.000 euro l’anno per 12 ettari, in trent’anni supera di molte volte il valore del fondo. Un’offerta così non si valuta a occhio: si legge riga per riga, perché il prezzo alto è il segno che si sta cedendo qualcosa di importante e di lungo.

Il problema: che cosa si firma davvero

Con il diritto di superficie il proprietario permette a un altro di costruire e mantenere un’opera sul proprio suolo, restando proprietario del terreno (art. 952 c.c.). Se il diritto è a tempo, alla scadenza l’opera diventa del proprietario del suolo (art. 953 c.c.). Il contratto richiede la forma scritta e si trascrive nei registri immobiliari: per questo si fa con atto notarile.

C’è poi un secondo nodo, più recente. Dal 2024 la legge ha fortemente limitato i nuovi impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zona agricola (art. 5 DL 63/2024, convertito con modificazioni). Restano possibili soltanto in determinate aree e nelle soluzioni agrivoltaiche che consentono di continuare a coltivare. Firmare un preliminare per un impianto che non otterrà mai l’autorizzazione significa bloccare il terreno per anni senza incassare nulla.

Che cosa ha fatto il Notaio

  1. Ha fatto verificare l’area prima di ogni firma. Con il certificato di destinazione urbanistica e un tecnico si è controllato se il terreno rientri fra quelli in cui l’impianto è ammesso e di che tipo sia il progetto: a terra o agrivoltaico.
  2. Ha affrontato l’affitto agrario. Il fondo era affittato a un coltivatore: il contratto va sciolto o adeguato d’accordo con lui, con l’assistenza delle organizzazioni agricole, e l’eventuale indennizzo va messo nero su bianco. Ignorarlo avrebbe significato una lite certa.
  3. Ha riscritto il preliminare imposto dalla società: durata massima dell’opzione, per esempio 24 mesi; corrispettivo dovuto anche nel periodo di attesa; efficacia subordinata all’ottenimento dell’autorizzazione; trascrizione del preliminare; spese a carico della società.
  4. Ha fissato la fine, non solo l’inizio. Nel contratto definitivo: durata di 30 anni, obbligo della società di smontare l’impianto e ripristinare il suolo alla scadenza, con garanzia bancaria o assicurativa per lo smaltimento, rivalutazione annuale del corrispettivo, divieto di cedere il diritto senza comunicazione.
  5. Ha spiegato la posizione della banca. La società finanzierà l’impianto e la banca chiederà ipoteca sul diritto di superficie: alla scadenza del diritto l’ipoteca si estingue, e il terreno delle sorelle non garantisce il debito della società.

Come è andata a finire

Il progetto è stato riformulato in versione agrivoltaica, compatibile con la coltivazione; l’affittuario ha accettato un adeguamento del contratto con un indennizzo. Le sorelle hanno firmato un preliminare di 24 mesi, con corrispettivo dovuto anche nell’attesa, e il definitivo è arrivato dopo l’autorizzazione. Il testo che la società aveva mandato «da firmare entro una settimana» non prevedeva né il termine dell’opzione né l’obbligo di smontaggio.

Che cosa impariamo

Le imposte, in breve

Le imposte dipendono dal caso concreto: nel preventivo scritto le trovi voce per voce.

I documenti che servono

Dove si firma

Il notaio riceve gli atti nel distretto in cui ha sede: il limite riguarda il luogo della firma, non il luogo in cui si trova il terreno. Il contratto su un fondo del Brindisino si può quindi firmare a Napoli, nello Studio di Viale Antonio Gramsci 19: Lucia viene di persona, Ludovica può rilasciare una procura speciale.

Cosa fare in pratica

Domande frequenti

Meglio la superficie o l’affitto del terreno?
Le società preferiscono il diritto di superficie perché è un diritto reale, trascritto e ipotecabile. Il proprietario resta tale e riprende il suolo alla scadenza. L’affitto è più debole per la società, e quindi raramente proposto.

Se la società fallisce?
Per questo servono clausole di risoluzione per mancato pagamento e una garanzia per lo smaltimento: senza, i costi di rimozione rischiano di restare al proprietario del suolo.

Posso vendere il terreno durante i trent’anni?
Sì, ma chi compra acquista un terreno gravato dal diritto di superficie fino alla scadenza, e il prezzo ne tiene conto.

Questo caso informa in generale e non è un parere: ogni contratto proposto dalle società dell’energia è diverso. Da leggere accanto: la guida sul diritto di superficie per il fotovoltaico, con durata, canone e imposte, il confronto fra vendere, affittare o costituire la superficie, il caso dei tre fratelli di Acerra e della società che voleva i pannelli e quello dell’uliveto leccese colpito dalla Xylella. Capire prima di firmare.

Studio Notarile Marco Fiorentino

Le hanno proposto un contratto per il fotovoltaico?

Ce lo mandi prima di firmarlo: Le diciamo per iscritto che cosa cede e per quanto tempo. Rispondiamo entro un giorno lavorativo.

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Caso tipo con nomi, importi e date di fantasia, a scopo informativo. Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.


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