Aggiornato al 22/09/2026 · versione 2Caso tipo: nomi, importi e date sono inventati

In breve: nelle campagne pugliesi il prezzo non è il problema principale. Prima di firmare una proposta bisogna sapere tre cose: se c’è un vincolo paesaggistico, se ogni fabbricato ha un titolo edilizio o è anteriore al 1967, e se il Comune ammette il cambio di destinazione d’uso in quella zona agricola. Chi le verifica dopo, compra un problema.

La situazione di partenza

Luca e Lucia vivono al Vomero e da anni passano l’estate in Valle d’Itria. Trovano una masseria del primo Novecento nelle campagne di Ostuni: 380 metri quadrati di fabbricati, in parte crollati, con 5 ettari di uliveto. Il prezzo richiesto è di 420.000 euro. Il progetto è ricavarne sei camere per ospiti. L’agente immobiliare li incalza: «firmate subito la proposta, ci sono altri interessati». Prima di firmare chiedono un chiarimento in Consulenza online.

Quanto vale, davvero, a Ostuni

Ostuni è oggi il comune più caro della provincia di Brindisi: 2.599 euro al metro quadro richiesti per le case in vendita, contro i 1.710 euro della media provinciale e i 1.449 euro della media pugliese (rilevazione di agosto 2026, immobiliare.it). Quei valori però riguardano il costruito finito e abitabile. Un corpo di fabbrica in rovina, senza impianti e con i tetti da rifare, si scambia a una frazione di quella cifra: il resto del prezzo è nella terra, nella posizione e nella possibilità di recuperare i volumi. È la ragione per cui, nel nostro esempio, i 380 metri quadrati di masseria pesano circa 300.000 euro e non il milione che uscirebbe moltiplicando i metri per il prezzo medio del comune.

Il problema: tre domande prima di impegnarsi

Che cosa ha fatto il Notaio

  1. Ha fermato la proposta «pura». Luca e Lucia firmano una proposta subordinata all’esito positivo delle verifiche tecniche entro 45 giorni, con restituzione della caparra se l’esito è negativo.
  2. Ha chiesto le verifiche del tecnico del posto. Un geometra accede agli archivi del Comune, controlla i vincoli sul PPTR e sul piano comunale, confronta planimetrie catastali e stato dei luoghi. Risultato: due corpi di fabbrica risalgono agli anni Venti, un deposito in blocchetti è degli anni Novanta e non ha titolo.
  3. Ha preteso un parere preliminare del Comune sulla fattibilità del cambio d’uso e sull’autorizzazione paesaggistica per il recupero. La risposta: il recupero dei volumi storici è possibile, il deposito abusivo non è sanabile e va demolito.
  4. Ha scritto un preliminare con condizioni, trascritto ai sensi dell’art. 2645-bis c.c., con prezzo ridotto a 385.000 euro per tenere conto della demolizione, e con l’impegno del venditore a rimuovere il deposito prima del rogito.
  5. Ha portato in atto le menzioni urbanistiche. Il venditore dichiara gli estremi dei titoli o la costruzione anteriore al 1967 (art. 46 D.P.R. 380/2001) e la conformità catastale (art. 29, comma 1-bis, legge 52/1985). Si allega il certificato di destinazione urbanistica per l’uliveto.

Come è andata a finire

Il deposito abusivo è stato demolito dal venditore prima della firma; l’atto è stato ricevuto nello Studio a Napoli, dove Luca e Lucia vivono. Solo dopo l’acquisto sono partiti il progetto, l’autorizzazione paesaggistica e il titolo edilizio per il cambio d’uso: l’autorizzazione paesaggistica è un atto autonomo e preliminare al titolo edilizio, senza di essa i lavori non possono iniziare. I 35.000 euro di sconto sul prezzo hanno coperto quasi per intero la demolizione e i primi oneri.

Che cosa impariamo

Le imposte, in breve

Le imposte dipendono dal caso concreto: nel preventivo le trovi voce per voce, prima di impegnarti.

I documenti che servono

Dove si firma

Il notaio riceve gli atti nel distretto in cui ha sede: il limite riguarda il luogo della firma, non il luogo in cui si trovano i beni. L’acquisto di una masseria di Ostuni si firma quindi a Napoli, nello Studio di Viale Antonio Gramsci 19, e lo Studio cura poi registrazione, trascrizione e voltura presso gli uffici competenti in Puglia. Chi non può venire firma con una procura speciale.

Cosa fare in pratica

Domande frequenti

Il vincolo paesaggistico impedisce di vendere?
No. Limita i lavori, non la vendita: non c’è prelazione dello Stato, che invece esiste per i beni culturali dichiarati.

Si può sanare un abuso in zona vincolata?
Di regola no, quando l’intervento ha creato nuovi volumi o superfici: l’accertamento di compatibilità paesaggistica è ammesso solo in casi limitati. Per questo il deposito andava demolito.

Serve comprare anche l’uliveto?
Dipende dal progetto e dal piano comunale, che spesso lega la possibilità di intervento in zona agricola alla superficie del fondo. Va controllato prima, non dopo.

Questo caso informa in generale e non è un parere: ogni masseria ha la sua storia edilizia. Da leggere accanto: che cosa cambia quando l’uliveto è colpito dalla Xylella, i trulli dei nonni divisi fra cugini in Valle d’Itria, la guida su certificato di destinazione urbanistica e prelazione agraria e quella su quando la vendita è nulla per le menzioni urbanistiche. Capire prima di firmare.

Studio Notarile Marco Fiorentino

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Facciamo le verifiche prima che Lei firmi la proposta. Rispondiamo entro un giorno lavorativo.

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Caso tipo con nomi, importi e date di fantasia, a scopo informativo. Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.


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