In breve. Dipende da dove sta l’errore. Se la dichiarazione di successione è giusta e l’errore è solo in catasto (nome, codice fiscale, quote riportate male), si chiede la correzione all’Agenzia delle Entrate con l’Istanza rettifica dati catastali, online con SPID, CIE o CNS. Se invece l’errore è nella dichiarazione di successione (un erede o un immobile mancante, quote sbagliate), va corretta la dichiarazione. In entrambi i casi conviene farlo prima di vendere o donare.
Da dove nasce la domanda
Nei forum di geometri e proprietari la storia è sempre simile: la successione l’ha fatta il CAF o un parente, la voltura è partita in automatico, e anni dopo la visura mostra un nome sbagliato, quote che non tornano o il genitore defunto ancora usufruttuario. Ci si accorge del problema quando si vuole vendere.
Primo passo: trovare dove sta l’errore
Si confrontano tre documenti: la visura catastale, la dichiarazione di successione presentata e, se c’è, il testamento. Se la dichiarazione è giusta e la visura no, l’errore è del catasto. Se è sbagliata già la dichiarazione, l’errore è a monte.
Errore solo in catasto: l’istanza di rettifica
- Il servizio. Dal 1° gennaio 2026 il vecchio «Contact Center» non c’è più: si usa l’Istanza rettifica dati catastali nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure si va all’ufficio provinciale – Territorio.
- Che cosa si corregge. Errori sull’intestatario (nome, codice fiscale, luogo e data di nascita, diritti e quote): è l’istanza «soggettiva». Errori sull’immobile (indirizzo, piano, evidenti inesattezze di vani o metri quadri): è l’istanza «oggettiva».
- Che cosa serve. I dati catastali dell’immobile (comune, foglio, particella, subalterno) e gli estremi del documento che prova il dato giusto, per esempio la dichiarazione di successione.
- Usufrutto del defunto rimasto in visura. L’Agenzia indica che basta un’istanza in carta libera a un ufficio provinciale – Territorio da parte di chi ne beneficia.
Errore nella dichiarazione di successione
Se manca un erede o un immobile, o le quote sono sbagliate, si presenta una nuova dichiarazione che sostituisce o integra la precedente (nel modello c’è un campo apposito, «Dichiarazione sostitutiva»). Se la correzione cambia le imposte, si fanno anche i conti con il fisco. Qui conviene farsi seguire da chi ha presentato la dichiarazione o da un professionista.
Perché il notaio lo chiede prima del rogito
Per vendere, nell’atto si indicano gli intestatari catastali e il notaio verifica che corrispondano a chi risulta proprietario nei registri immobiliari. Se non corrispondono, prima si corregge. Ricordi poi che la successione è una dichiarazione fiscale: per vendere una casa ereditata serve anche l’accettazione dell’eredità trascritta, che è un’altra cosa.
Rischi da segnalare: correggere il catasto non sistema un errore nella dichiarazione di successione, e viceversa. E una rettifica può richiedere settimane: non aspetti di avere già la data del rogito.
Documenti che servono
- Visura catastale attuale e storica dell’immobile.
- Copia della dichiarazione di successione con la ricevuta di presentazione.
- Eventuale testamento pubblicato; documenti degli eredi.
Link utili
La visura non torna e vuole vendere? Ci mandi visura e successione: le diremo da dove partire. Chieda il preventivo di massima o prenoti una Consulenza online (agenda: calendar.app.google/9HHLD48jcFYP8ReK8).
Fonti
- Agenzia delle Entrate, Correzione dati catastali – Che cos’è (aggiornata al 2 gennaio 2026)
- Agenzia delle Entrate, Istanza rettifica dati catastali
- Agenzia delle Entrate, Dichiarazione di successione – Risposte alle domande più frequenti
Informazione generale, non un parere: per il suo atto servono i documenti.
Scopri di più da Notaio Marco Fiorentino | Napoli
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.