Il notaio non è un semplice fornitore di servizi: è un pubblico ufficiale la cui attività è regolata anche da precisi principi di deontologia professionale, approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato. Fra questi, un ruolo centrale spetta alle regole su concorrenza e pubblicità: norme che, prima ancora di tutelare la categoria, tutelano il cittadino.
Concorrenza leale, non a scapito della qualità
I principi deontologici stabiliscono che il notaio deve svolgere l’attività nel rispetto della corretta e leale concorrenza, garantendone la qualità, la sostenibilità economica e l’efficienza. Costituiscono invece illecito, ad esempio, la documentazione irregolare della prestazione, l’omissione o l’irregolare emissione delle fatture e l’esecuzione degli atti con comportamenti frettolosi o compiacenti, non adeguati alla diligenza dovuta.
In concreto, il notaio non può rinunciare a compiere i controlli dovuti (ad esempio catastali e urbanistici) o a indagare sui poteri di rappresentanza e sulla reale volontà delle parti: sono proprio queste verifiche a rendere sicuro l’atto.
Una pubblicità ammessa, ma veritiera
La pubblicità informativa è consentita, purché funzionale all’oggetto, veritiera e corretta: non può violare il segreto professionale né essere equivoca, ingannevole o denigratoria, e deve rispettare la dignità e il decoro della professione. Il notaio può rendere note, tra l’altro, i titoli di studio e professionali, le docenze universitarie, le pubblicazioni giuridiche, la conoscenza di lingue straniere, l’ubicazione e gli orari dello Studio e la disponibilità al servizio.
Perché riguarda chi si rivolge al notaio
Queste regole significano, per il cittadino, una cosa semplice: quando ti rivolgi a un notaio hai la garanzia di un professionista tenuto a informare in modo trasparente, a non promettere l’impossibile e a non sacrificare i controlli per fare in fretta. È una tutela che vale sempre, a prescindere dallo studio scelto.
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