Molti pensano che il notaio si limiti a firmare un documento preparato dallo studio. È esattamente il contrario: i principi deontologici individuano una serie di attività che competono esclusivamente a lui e che nessun collaboratore può svolgere al suo posto. Si chiama personalità della prestazione, ed è il cuore della garanzia che ricevi.

Le quattro cose che fa solo il notaio

A queste si aggiunge la custodia personale del dispositivo di firma digitale: un obbligo tecnico, ma che dice molto sul livello di responsabilità richiesto.

L’istruttoria è sua, anche quando delega

Il notaio può avvalersi di collaboratori – sarebbe impossibile il contrario – ma l’attività istruttoria deve svolgersi sotto la sua direzione e il suo diretto controllo personale. L’organizzazione dello studio non può mai pregiudicare il carattere personale della prestazione.

Dopo la firma: le formalità

Il lavoro non finisce al rogito. Il notaio deve curare le formalità conseguenti – registrazione, trascrizione, volture – in modo attento e tempestivo, perché è da queste che dipende l’effettiva realizzazione di ciò che le parti hanno voluto e l’affidabilità dei pubblici registri. Anche qui il controllo è personale, e non è consentito esternalizzare tali adempimenti.

E se sbaglia?

C’è una regola che vale la pena conoscere: il notaio si adopera per la rettifica di errori, inesattezze od omissioni riscontrati nei propri atti e, quando l’errore è imputabile a lui, provvede gratuitamente, assumendosi anche le spese.

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