Aggiornato al 28 settembre 2026 · versione 1
In breve: con il fondo patrimoniale i coniugi (o anche un terzo, per esempio un genitore) destinano alcuni beni, di solito la casa, ai bisogni della famiglia. Quei beni non possono essere pignorati per debiti che il creditore sapeva estranei ai bisogni familiari (art. 170 del codice civile). Non è però uno scudo contro tutti: non ferma i creditori che c’erano già e, se costituito per sottrarre beni ai debiti, può essere reso inefficace.
Come si costituisce
- Con atto pubblico dal notaio, alla presenza di due testimoni.
- Si annota a margine dell’atto di matrimonio: è questa annotazione che lo rende opponibile ai creditori.
- Se nel fondo entrano immobili, l’atto si trascrive anche nei registri immobiliari.
- Possono entrare immobili, beni mobili registrati (per esempio un’auto) e titoli di credito resi nominativi.
Cosa protegge
I beni del fondo e i loro frutti servono ai bisogni della famiglia. Per questo non si possono pignorare per i debiti che il creditore sapeva contratti per scopi estranei a quei bisogni. Tocca a chi invoca il fondo dimostrare che il creditore lo sapeva.
Cosa non protegge
- I debiti per la famiglia. E la Cassazione intende i «bisogni della famiglia» in senso ampio: possono rientrarci anche debiti legati al lavoro di chi mantiene la famiglia.
- I creditori che c’erano già. Chi era già creditore può chiedere al giudice di dichiarare il fondo inefficace nei suoi confronti (azione revocatoria).
- Il pignoramento entro un anno. Il creditore danneggiato che pignora entro un anno dalla trascrizione del fondo può procedere senza bisogno della revocatoria (art. 2929-bis del codice civile).
Detto in modo diretto: il fondo patrimoniale funziona se lo si fa quando i conti sono in ordine, per proteggere la casa di famiglia dal futuro. Fatto all’ultimo momento, per sfuggire a debiti già nati, di solito non regge.
Un esempio
Caso inventato. Anna e Paolo hanno due figli piccoli e mettono la casa in un fondo patrimoniale. Cinque anni dopo vogliono venderla per comprarne una più grande. Con figli minorenni, per vendere un bene del fondo serve l’autorizzazione del giudice, salvo che l’atto costitutivo abbia previsto regole diverse (art. 169). Per questo, quando costituiamo un fondo, ne parliamo subito: una clausola scritta bene oggi evita un passaggio in tribunale domani.
Quando finisce
Il fondo cessa con la fine del matrimonio (per divorzio, annullamento o morte di un coniuge). Ma se ci sono figli minorenni, dura fino a quando l’ultimo compie diciotto anni.
Cosa fare in pratica
- Valuta il fondo quando non hai debiti in corso, non quando arriva il primo sollecito.
- Porta l’estratto dell’atto di matrimonio e i titoli di proprietà dei beni.
- Decidi con noi le regole per vendere o ipotecare i beni in futuro, soprattutto se hai figli piccoli.
- Se hai un’attività in proprio, chiedi quali debiti restano comunque aggredibili.
Domande frequenti
Il fondo patrimoniale trasferisce la proprietà?
Di regola no: se i beni sono già dei coniugi, restano loro. Cambia la destinazione, non l’intestazione. Un terzo può invece conferire beni suoi.
Lo possono fare i conviventi?
No, il fondo patrimoniale è previsto per le coppie sposate e per le unioni civili.
Protegge dal Fisco?
Vale la stessa regola: conta se il debito è estraneo ai bisogni della famiglia e se il fondo è stato fatto prima o dopo il debito. Va valutato caso per caso.
Fonti
Vedi anche: trust e creditori e trust e vincoli di destinazione.
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Il presente articolo ha finalità informativa. Non costituisce un parere e non sostituisce l’esame del caso concreto.
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