📅 Pubblicato il 22 settembre 2026🔄 Aggiornato il 21 settembre 2026

In breve

  • La provvigione è dovuta quando l’affare è concluso per effetto dell’intervento del mediatore (art. 1755 c.c.): secondo la Cassazione serve un vincolo giuridico già azionabile, non basta un semplice accordo di massima.
  • Le percentuali sono libere, non esiste più un tariffario obbligatorio: si concordano con l’incarico di mediazione, di regola con entrambe le parti se l’agenzia opera come mediatore puro.
  • Chi acquista l’abitazione principale può portare in detrazione il 19% delle spese di intermediazione, fino a un tetto di 1.000 € (detrazione massima 190 €): art. 15, comma 1, lett. b-bis, TUIR.

È la domanda che arriva più spesso, e non solo dai clienti: quando si matura davvero il diritto alla provvigione, quanto si paga, e chi la deve versare? Proviamo a mettere ordine con le fonti giuste: codice civile, giurisprudenza recente e fisco.

Quando nasce il diritto alla provvigione?

L’art. 1755 del Codice civile la lega alla conclusione dell’affare per effetto dell’intervento del mediatore. Non basta aver messo in contatto le parti: la giurisprudenza più recente della Cassazione (tra le altre, l’ordinanza n. 680/2024) chiarisce che serve un vincolo giuridico già pienamente azionabile tra le parti, cioè un accordo che consenta di chiedere l’esecuzione in forma specifica o il risarcimento del danno in caso di inadempimento. Una semplice intesa di massima, o un “preliminare di preliminare” privo di questi elementi, non basta a far scattare la provvigione. Se il contratto è sottoposto a una condizione sospensiva (per esempio l’ottenimento di un mutuo), il diritto matura solo quando la condizione si avvera.

Quanto si paga di provvigione a Napoli?

Dal 2006 le tariffe professionali sono state abrogate (art. 2 del decreto legge 223/2006, conv. legge 248/2006, il cosiddetto decreto Bersani): la percentuale di provvigione è libera e si concorda con l’incarico di mediazione. Le Camere di commercio, tra cui quella di Napoli, pubblicano periodicamente rilevazioni sugli usi di piazza, utili come riferimento ma non vincolanti: sono indicazioni di mercato, non un tariffario. Prima di firmare un incarico, la percentuale va sempre concordata per iscritto.

Chi paga la provvigione: il venditore, l’acquirente o entrambi?

Quando l’agenzia opera come mediatore puro (art. 1754 c.c.), la prassi più diffusa è che la provvigione sia dovuta da entrambe le parti, ciascuna verso l’agenzia, in proporzioni stabilite dai rispettivi incarichi: non c’è una regola di legge che imponga percentuali uguali. Se invece l’agente ha un mandato in esclusiva da una sola parte (per esempio dal venditore), può accadere che la provvigione sia dovuta solo da quella parte: la differenza dipende da cosa prevede l’incarico sottoscritto, non da un automatismo.

La detrazione IRPEF del 19% sulla mediazione, prima casa Esempio: provvigione di 5.000 euro per l’acquisto dell’abitazione principale, tetto di spesa detraibile fissato a 1.000 euro, detrazione IRPEF del 19% pari a 190 euro. Esempio: detrazione sulla provvigione, prima casa Provvigione pagata 5.000 € Tetto di spesa detraibile 1.000 € (il resto non conta) Detrazione IRPEF 19% su 1.000 € = 190 € in meno di imposte Solo per l’abitazione principale, art. 15 comma 1 lett. b-bis TUIR. Non spetta al venditore né sulla mediazione creditizia.
Esempio semplificato: la detrazione massima possibile è sempre 190 € l’anno, qualunque sia la provvigione pagata.

Come funziona la detrazione IRPEF sulla provvigione?

Chi acquista l’abitazione principale (quella in cui il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente, da provare con la residenza anagrafica entro un anno dall’acquisto) può detrarre il 19% delle spese di intermediazione immobiliare, calcolato su un importo massimo di 1.000 €: la detrazione massima possibile è quindi 190 €, indipendentemente da quanto sia più alta la provvigione effettivamente pagata (art. 15, comma 1, lett. b-bis, TUIR). Spetta anche al promissario acquirente con preliminare registrato, va divisa pro-quota tra più proprietari e la fattura deve essere intestata ad almeno uno di loro. Non ne beneficiano il venditore, i familiari a carico e chi paga solo un mediatore creditizio.

Cosa fa il notaio

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Domande frequenti

Se il preliminare salta, la provvigione va restituita?

Dipende dal motivo. Se il diritto era già sorto perché il preliminare era un vincolo pienamente azionabile, di regola la provvigione resta dovuta anche se poi il rogito non si fa per volontà di una delle parti. Se invece il preliminare era condizionato e la condizione non si è avverata, il discorso cambia caso per caso.

Esiste ancora un tariffario delle provvigioni immobiliari?

No, le tariffe professionali sono state abrogate dal 2006. Esistono solo rilevazioni sugli usi di piazza pubblicate dalle Camere di commercio, che restano indicative e non vincolanti.

La detrazione del 19% spetta anche per la seconda casa?

No, la detrazione sulle spese di intermediazione immobiliare vale solo per l’acquisto dell’abitazione principale, cioè quella in cui il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.

Bisogna indicare in atto sempre chi ha pagato la provvigione?

Sì, la legge richiede di dare atto delle modalità di pagamento della provvigione, oltre alla scelta tra indicarne l’importo o il numero di fattura saldata.

Fonti per verificare

Approfondimenti sul sito: Cosa serve al notaio dall’agenzia: la checklist · Chi fa cosa nell’atto · Per i professionisti che lavorano con il notaio · Documenti da portare in Studio.

Marco Fiorentino, notaio in Napoli dal 2011 · verificato il 16 settembre 2026.

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