È probabilmente l’agevolazione più importante e meno conosciuta di chi compra casa. Il sistema del prezzo-valore permette di calcolare le imposte sul valore catastale dell’immobile invece che sul prezzo effettivamente pagato – che quasi sempre è molto più alto. Il risparmio può essere di migliaia di euro.

Come funziona

Introdotto dall’art. 1, comma 497, della Legge 266/2005, il meccanismo deroga alla regola generale: le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano sul valore catastale (rendita rivalutata per i coefficienti di legge), indipendentemente dal corrispettivo pattuito. Il prezzo reale va comunque dichiarato in atto: la norma non serve a nascondere il prezzo, ma a tassare su una base predeterminata.

Quando si può usare

Servono tre condizioni, tutte necessarie:

Su quest’ultimo punto l’Agenzia delle Entrate è stata netta: la richiesta non può essere recuperata dopo con un atto integrativo. Se ci si dimentica al rogito, il beneficio è perso per sempre. È uno dei motivi per cui vale la pena parlarne col notaio prima di firmare.

I due vantaggi

C’è poi un terzo vantaggio, meno visibile ma prezioso: scegliendo il prezzo-valore, l’Agenzia delle Entrate non può rettificare il valore dichiarato. Si compra con la certezza di non ricevere un accertamento su quell’atto.

Quando NON si applica

Le pertinenze

Il prezzo-valore si estende a garage, cantine e posti auto, e a differenza dell’agevolazione “prima casa” non c’è un limite di numero: basta che il vincolo pertinenziale con l’abitazione risulti chiaramente dall’atto.

Per il quadro completo delle imposte sull’acquisto leggi anche la guida sui trasferimenti immobiliari.

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