Sport dilettantistico · Guida

Pubblicato il 24 settembre 2026 · Versione 1

La risposta in tre righe

Sono due registri diversi, con due funzioni diverse. Il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche certifica che l’ente fa sport dilettantistico. Il RUNTS certifica che l’ente è un ente del terzo settore. Un’associazione sportiva può stare in tutti e due, ma solo se lo statuto rispetta entrambe le discipline: non basta iscriversi.

Il registro dello sport: che cos’è e a che serve

Il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche è tenuto dal Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri ed è stato istituito dal D.Lgs. 39/2021. La piattaforma è gestita da Sport e Salute S.p.A. e l’iscrizione si fa solo per via telematica.

Vi si iscrivono le associazioni e le società sportive dilettantistiche che operano nell’ambito di una Federazione sportiva nazionale, di una Disciplina sportiva associata o di un Ente di promozione sportiva riconosciuti dal CONI. Una sezione apposita accoglie gli enti riconosciuti dal Comitato Italiano Paralimpico.

L’iscrizione non è una formalità da archivio: certifica la natura dilettantistica dell’ente, con tutti gli effetti che l’ordinamento collega a questa qualifica. È il documento che, nei fatti, viene chiesto quando si parla di agevolazioni, di rapporti di lavoro sportivo, di convenzioni con un Comune o di contributi.

Il RUNTS: un’altra cosa

Il Registro unico nazionale del terzo settore è tenuto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e nasce dal Codice del terzo settore (D.Lgs. 117/2017). Riguarda gli enti che svolgono, senza scopo di lucro, una o più attività di interesse generale elencate dal Codice: fra queste c’è anche l’organizzazione e la gestione di attività sportive dilettantistiche.

L’iscrizione al RUNTS dà accesso a un corpo di regole proprio: obblighi di trasparenza e di bilancio, limiti alla distribuzione degli utili, vincoli sul patrimonio, regole sulla devoluzione in caso di scioglimento, e in cambio un regime fiscale e civilistico pensato per il non profit. Qui trova l’approfondimento dedicato: iscrizione al RUNTS e clausola di devoluzione del patrimonio.

Chi si iscrive dove

SituazioneDove ci si iscrive
Associazione che fa solo sport, affiliata a una Federazione o a un Ente di promozione sportivaRegistro nazionale delle attività sportive dilettantistiche
Associazione che fa attività di interesse generale non sportive (cultura, assistenza, ambiente) e vuole i benefici del terzo settoreRUNTS
Associazione che fa sport ed è anche associazione di promozione sociale, con attività aperta al territorioTutti e due, con uno statuto che rispetta entrambe le discipline
Società sportiva dilettantistica costituita in forma di società di capitaliRegistro delle imprese e Registro delle attività sportive; il RUNTS solo se ricorrono i presupposti del Codice del terzo settore

La tabella dà l’orientamento generale. La risposta esatta dipende da che cosa c’è scritto nello statuto e da che cosa l’ente fa davvero durante l’anno.

La doppia qualifica: si può, ma lo statuto deve reggere due pesi

La strada esiste ed è battuta: lo dimostrano gli statuti tipo per associazioni sportive dilettantistiche che sono anche associazioni di promozione sociale, approvati dal Ministero del lavoro su proposta delle reti associative. Sono modelli pensati proprio per chi vuole stare in tutti e due i registri.

Il punto delicato è che le due discipline non si sommano: si incastrano. Lo statuto deve contenere, insieme, le clausole che la legge sullo sport chiede a un ente sportivo e quelle che il Codice del terzo settore chiede a un ente del terzo settore. Se una delle due mancanze passa inosservata, il rischio non è teorico: l’ente si vede rifiutare un’iscrizione, oppure la ottiene e poi perde un beneficio quando qualcuno controlla.

Le clausole obbligatorie di uno statuto sportivo sono spiegate qui: lo statuto di un’associazione sportiva, clausola per clausola. Sulle differenze fra le due vesti giuridiche: ASD o SSD, le differenze che contano.

Un esempio, con nomi e numeri inventati

Lucia e Domenico gestiscono da otto anni una scuola di pallavolo con 60 ragazzi, affiliata a un Ente di promozione sportiva. Il Comune propone loro di gestire una palestra comunale e chiede l’iscrizione al RUNTS per firmare la convenzione. L’associazione è già iscritta al Registro delle attività sportive: sembra fatta. Leggendo lo statuto, però, manca la clausola sulla devoluzione del patrimonio nei termini che il Codice del terzo settore richiede, e l’oggetto sociale non dice nulla delle attività aperte a chi non è socio. Prima si modifica lo statuto, poi si chiede l’iscrizione: l’ordine inverso fa perdere mesi.

I due registri, in uno schema

Registro attivita sportive Dipartimento per lo sport D.Lgs. 39/2021 certifica: e’ sport dilettantistico RUNTS Ministero del lavoro D.Lgs. 117/2017 certifica: e’ ente del terzo settore Doppia qualifica: lo statuto deve rispettare le due discipline

Cosa fare in pratica

  1. Scriva su un foglio che cosa fa davvero l’associazione durante l’anno: allenamenti, tornei, corsi aperti al quartiere, feste, raccolte fondi. È da qui che si capisce quale registro serve.
  2. Guardi l’affiliazione: senza affiliazione a una Federazione, a una Disciplina associata o a un Ente di promozione riconosciuti, il Registro delle attività sportive non si apre.
  3. Rilegga lo statuto con in mano le due discipline, prima di presentare qualunque domanda. Le modifiche statutarie di un’associazione riconosciuta passano dal notaio; per quelle non riconosciute, la forma dipende da come è stato costituito l’ente.
  4. Decida l’ordine: prima lo statuto, poi l’iscrizione. Chiedere l’iscrizione con uno statuto incompleto significa quasi sempre rifarla.
  5. Metta per iscritto chi fa che cosa fra i collaboratori sportivi: è il punto su cui, nei controlli, si concentrano le contestazioni.

Questo articolo dà informazioni generali e non è un parere sul Suo caso: statuti e registri vanno letti sui documenti veri.

Domande frequenti

Un’associazione sportiva deve iscriversi al RUNTS? +

No, non è obbligatorio. Il RUNTS serve a chi vuole la qualifica di ente del terzo settore e le regole, anche fiscali, che ne derivano. Per fare sport dilettantistico basta il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, con l’affiliazione a una Federazione, a una Disciplina sportiva associata o a un Ente di promozione sportiva.

Si può stare in tutti e due i registri? +

Sì. Esistono statuti tipo approvati dal Ministero del lavoro proprio per le associazioni che sono insieme sportive dilettantistiche e di promozione sociale. La condizione è che lo statuto contenga le clausole richieste da entrambe le discipline: non basta presentare due domande.

Chi tiene il Registro delle attività sportive? +

Il Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri. La piattaforma telematica è gestita da Sport e Salute S.p.A. e l’iscrizione avviene solo online.

Per modificare lo statuto serve il notaio? +

Dipende da come è nato l’ente. Per le associazioni riconosciute, e in generale quando lo statuto è stato ricevuto per atto pubblico, la modifica si fa davanti al notaio. Per le associazioni non riconosciute la forma può essere più libera, ma il registro a cui ci si rivolge chiede comunque un testo ordinato e conforme.

Deve sistemare lo statuto o scegliere il registro?

Ci mandi lo statuto e ci dica che cosa fa l’associazione: Le diciamo che cosa manca e che cosa comporta. Rispondiamo entro un giorno lavorativo.

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