Serie «Società: gli orientamenti che contano» — puntata 1 di 8
Marco Fiorentino, notaio in Napoli dal 2011 · verificato il 16 settembre 2026
In breve
- Se il verbale di assemblea è completato e sottoscritto dal notaio in un giorno diverso — e successivo — rispetto alla riunione, nel repertorio notarile fa fede la data di completamento.
- La regola vale perché il repertorio del notaio è un registro di atti, non di fatti: lo prevede l’orientamento A.A.1 del Comitato Triveneto dei Notai.
- Da quella data decorrono termini importanti, come i trenta giorni per il deposito al Registro delle Imprese previsti dall’art. 2436 c.c.
Capita più spesso di quanto si pensi: l’assemblea si riunisce un venerdì pomeriggio, il notaio prende appunti, ma il verbale definitivo — quello che va iscritto nel Registro delle Imprese — viene completato e sottoscritto solo il lunedì successivo, magari dopo aver sistemato un allegato o atteso un documento. L’amministratore si preoccupa: «Ma allora la data non è quella giusta?». La risposta, per gli Orientamenti del Comitato Triveneto dei Notai in materia di atti societari, è più semplice di quanto sembri, e vale per tutte le società di capitali, ovunque abbiano sede.
Perché la data del verbale non è un dettaglio burocratico?
Perché da quella data decorrono termini importanti: i trenta giorni per l’iscrizione al Registro delle Imprese (art. 2436 c.c. per le modifiche statutarie), l’efficacia delle deliberazioni verso i terzi, in certi casi il decorso di termini per l’opposizione dei creditori o per l’esercizio del recesso. Sapere con certezza quando un verbale diventa un atto pubblico a tutti gli effetti non è quindi un cavillo, è la base su cui si regge tutto il resto.
Cosa dice l’orientamento del Comitato Triveneto
Il tema è affrontato fin dalla prima edizione del 2004 degli orientamenti del Comitato interregionale dei Consigli notarili delle Tre Venezie, che oggi vengono aggiornati periodicamente e restano un punto di riferimento condiviso da larga parte del notariato italiano, Napoli compresa. Il concetto, in sintesi: quando un verbale di assemblea (o di consiglio) viene ricevuto dal notaio per atto pubblico e la sua redazione si completa in un giorno diverso — e successivo — rispetto a quello della riunione, il notaio lo iscrive nel proprio repertorio alla data in cui l’atto è stato effettivamente completato, non alla data della riunione.
La ragione sta nella natura stessa del repertorio notarile: è un registro di atti, non di fatti. La riunione dei soci è un fatto storico, che accade in un momento preciso; il verbale, quando è redatto per atto pubblico, è l’atto giuridico che il notaio riceve e di cui risponde, e nasce giuridicamente quando viene perfezionato con la sottoscrizione, non quando i soci hanno smesso di parlare.
Repertorio e sottoscrizione: cosa cambia in pratica
Per un imprenditore la conseguenza pratica è che il verbale può — anzi, spesso deve — dare atto di due momenti distinti: la data in cui si è tenuta la riunione (quando i soci hanno discusso e deliberato) e la data in cui il verbale è stato formato e sottoscritto dal notaio. Il documento resta un unico atto, ma chi lo legge deve poter distinguere con chiarezza i due momenti, perché da essi possono decorrere termini diversi.
Per il commercialista o l’avvocato che segue l’operazione, questo significa verificare sempre, negli atti societari più delicati (aumenti di capitale con termine di sottoscrizione, delibere soggette a opposizione dei creditori, delibere che fanno decorrere il termine per il recesso), quale sia la data rilevante per ciascun adempimento, senza dare per scontato che coincida con il giorno dell’assemblea.
Cosa succede se tra riunione e sottoscrizione passano molti giorni?
Non esiste, per la generalità dei verbali, un termine massimo fissato dalla legge per completare la redazione dopo la riunione: la prassi consiglia comunque di non allontanare troppo i due momenti, per evitare incertezze su cosa sia stato realmente deliberato e per non ritardare adempimenti che, quelli sì, hanno termini precisi (il deposito al Registro delle Imprese entro trenta giorni, ad esempio). Un consiglio pratico che diamo in Studio: se il verbale non può essere sottoscritto lo stesso giorno, meglio annotare comunque per iscritto, subito dopo la riunione, gli elementi essenziali delle delibere, così da avere una traccia coerente quando si arriva alla stesura definitiva.
⏳ Com’era prima del 2004
Prima della riforma del 2003 la costituzione e le modifiche più delicate degli atti societari passavano al vaglio del tribunale, in un procedimento di omologazione: il giudice controllava la regolarità formale e sostanziale prima che l’atto potesse essere iscritto. In quel sistema la data rilevante era spesso quella del decreto di omologazione, non quella dell’atto notarile. Con l’art. 32 della legge 340/2000 e poi con la riforma del 2003 il controllo di legittimità è passato al notaio (artt. 2330 e 2436 c.c.): da qui l’esigenza, sviluppata dagli orientamenti notarili, di stabilire con chiarezza quale sia la data che il notaio deve prendere come riferimento nel proprio repertorio.
Concetti tratti dalla Raccolta sistematica delle massime ufficiose del Tribunale di Milano in tema di omologazione di atti societari (Agostini-Notari, agg. dicembre 2000): all’epoca la costituzione e le modifiche delle società di capitali erano soggette al controllo preventivo del giudice (omologazione), poi soppresso dall’art. 32 della legge 340/2000 e superato dalla riforma del diritto societario del 2003.
⚖️ Cosa fa il notaio
- Verifica che il verbale rifletta fedelmente quanto discusso e deliberato in assemblea, anche quando la stesura definitiva richiede qualche giorno in più.
- Indica nel verbale sia la data della riunione sia la data di completamento e sottoscrizione dell’atto, quando sono diverse.
- Iscrive l’atto nel proprio repertorio alla data di completamento, secondo l’orientamento condiviso dal notariato.
- Calcola correttamente, a partire dalla data giusta, i termini per il deposito al Registro delle Imprese e per gli altri adempimenti collegati.
Per approfondire sul sito
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Domande frequenti
Se l’assemblea si riunisce di venerdì e il notaio firma il verbale il lunedì, quale data fa fede? +
Nel repertorio del notaio fa fede la data in cui il verbale è stato completato e sottoscritto (il lunedì, nell’esempio), perché il repertorio registra atti, non fatti. Il verbale, però, riporta anche la data della riunione, che resta il momento in cui i soci hanno effettivamente deliberato.
Da quale data decorrono i trenta giorni per l’iscrizione al Registro delle Imprese? +
Di regola dalla data dell’atto notarile, cioè dal completamento e dalla sottoscrizione del verbale, secondo quanto previsto dall’art. 2436 c.c. per le modifiche statutarie. È uno dei motivi per cui non conviene far passare troppi giorni tra la riunione e la stesura definitiva.
Vale la stessa regola anche per i verbali del consiglio di amministrazione? +
Sì, il principio riguarda in generale i verbali assembleari e consiliari ricevuti dal notaio per atto pubblico: conta la data di completamento dell’atto, non quella della riunione dell’organo.
Chi decide quali informazioni devono comparire nel verbale? +
È compito del presidente dell’assemblea (o dell’organo riunito) fornire al notaio gli elementi necessari; il notaio, dal canto suo, verifica la regolarità formale e la completezza dell’atto prima di sottoscriverlo e di iscriverlo nel repertorio.
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Fonti per verificare
- Comitato interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie, Orientamenti del Comitato Triveneto dei Notai in materia di atti societari, massima A.A.1 (edizione 2025) — notaitriveneto.it
- Codice civile, art. 2436 (deposito, iscrizione e pubblicità delle modifiche statutarie) — normattiva.it
- Codice civile, art. 2375 (verbale delle deliberazioni dell’assemblea) — normattiva.it
- Legge 16 febbraio 1913, n. 89 (legge notarile), artt. 62 e ss. (repertorio del notaio) — normattiva.it
- Legge 24 novembre 2000, n. 340, art. 32 (soppressione del controllo giudiziale preventivo sugli atti societari) — normattiva.it
- Manuela Agostini e Mario Notari, Raccolta sistematica delle massime ufficiose del Tribunale di Milano in tema di omologazione di atti societari, aggiornamento dicembre 2000 (fonte storica, pre-riforma) — Consiglio Notarile di Milano, Massime della Commissione Società — consiglionotarilemilano.it
- Consiglio Nazionale del Notariato, guide per il cittadino — notariato.it
Aggiornato il 20 settembre 2026.
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