Pubblicato il 30 agosto 2026 · Aggiornato il 19 settembre 2026

L’amministrazione di sostegno è lo strumento più usato e più frainteso della protezione delle persone. Non è un’interdizione morbida: è un abito su misura. La persona resta capace per tutto ciò che il decreto del giudice non le toglie, e può compiere da sola gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana (art. 409 c.c.).

Per chi lavora con gli atti, questo significa una cosa sola: prima si legge il decreto, poi si decide chi firma. Saltare quel passaggio è il modo più rapido per ricevere un atto inefficace.

In breve

  • Il decreto è la mappa: distingue gli atti che l’amministratore compie in rappresentanza (firma lui) da quelli che il beneficiario compie con l’assistenza (firmano entrambi). Tutto il resto lo fa il beneficiario da solo.
  • Gli atti di straordinaria amministrazione richiedono l’autorizzazione: dal 28 febbraio 2023, se l’atto è notarile, può rilasciarla il notaio rogante (art. 21 D.Lgs. 149/2022).
  • Ci sono atti personalissimi che non si delegano mai: il testamento, per esempio, non può essere fatto dall’amministratore. Chi è ancora lucido può invece scegliere in anticipo chi lo assisterà, con la designazione dell’art. 408 c.c.

Chi firma? Dipende dal decreto

L’art. 405 c.c. impone al giudice tutelare di indicare, nel decreto di nomina, l’oggetto dell’incarico e gli atti che l’amministratore ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario, nonché quelli che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore. Sono due categorie diverse, con conseguenze pratiche opposte.

RegimeChi firmaChe cosa verifica il notaio
Rappresentanza esclusivaL’amministratore, in nome e per contoChe il decreto copra proprio quell’atto, e l’eventuale autorizzazione
AssistenzaIl beneficiario, con l’amministratore che intervieneAnche la capacità di intendere e volere del beneficiario al momento dell’atto
Nessuna limitazione per quell’attoIl beneficiario da soloCome per chiunque altro: identità, volontà, consapevolezza

C’è un punto che viene spesso trascurato: anche quando il decreto prevede la rappresentanza, il notaio ha il dovere di verificare che l’atto risponda all’interesse del beneficiario e, quando possibile, di sentirne la volontà. L’art. 410 c.c. è esplicito: l’amministratore deve tenere conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario e informarlo degli atti da compiere.

Che cosa decide il decreto di nomina Tre fasce sovrapposte che rappresentano la sfera di autonomia della persona. La fascia più ampia in basso: atti che il beneficiario compie da solo, tutto ciò che il decreto non limita. La fascia intermedia: atti con assistenza, in cui firmano insieme beneficiario e amministratore. La fascia in alto, la più stretta: atti in rappresentanza, in cui firma l’amministratore, con autorizzazione quando sono di straordinaria amministrazione. La capacità non si toglie tutta: si ritaglia Da solo: tutto ciò che il decreto non limita (art. 409 c.c.) Con assistenza: firmano in due In rappresentanza: firma l’amministratore Schema originale dello Studio · artt. 404-411 c.c. · settembre 2026
La piramide si legge dal basso: la regola è l’autonomia, l’eccezione è la limitazione.

Quali atti richiedono l’autorizzazione?

Quelli di straordinaria amministrazione, per il rinvio dell’art. 411 c.c. alle norme sulla tutela e sulla curatela: vendere o comprare immobili, accettare o rinunciare a eredità, riscuotere capitali, costituire garanzie, dividere, transigere. Non esiste un elenco chiuso e uguale per tutti: pesa il contenuto del decreto e pesa la natura concreta dell’operazione.

Dal 28 febbraio 2023, quando l’atto è un atto pubblico o una scrittura privata autenticata, l’autorizzazione può essere rilasciata dal notaio rogante con l’istruttoria dell’art. 21 del D.Lgs. 149/2022. Restano al giudice le autorizzazioni a promuovere, rinunciare, transigere o compromettere in arbitri giudizi e quelle sulla continuazione dell’impresa commerciale. Ne abbiamo scritto in Autorizzazioni notarili dopo la riforma Cartabia.

E la procura? Si può fare, e a chi?

Qui bisogna distinguere tre cose che si somigliano e non sono la stessa.

1. La procura rilasciata dal beneficiario. Se il decreto non gli toglie il potere di compiere quell’atto, il beneficiario può rilasciare una procura come chiunque altro: serve che sia capace di intendere e volere al momento della firma, e il notaio lo verifica parlandogli. Se invece quell’atto rientra nella sfera limitata, la procura non serve e non supplisce: si segue lo schema del decreto.

2. La procura rilasciata dall’amministratore. L’amministratore è titolare di un ufficio di diritto privato conferito dal giudice: il potere è personale e, di regola, non si trasferisce liberamente a un terzo. In pratica si ammette la procura speciale per il compimento materiale di un singolo atto, quando il decreto non la escluda e restando ferma la responsabilità dell’amministratore; occorre valutarlo caso per caso.

3. La designazione anticipata (art. 408 c.c.). È lo strumento più utile e meno conosciuto: chiunque, finché è lucido, può designare in previsione della propria eventuale futura incapacità la persona che vorrebbe come amministratore di sostegno. La designazione si fa con atto pubblico o scrittura privata autenticata. Non vincola in modo assoluto il giudice, che può discostarsene con decreto motivato in presenza di gravi motivi, ma pesa moltissimo. È la cosa da fare prima, insieme alle DAT (disposizioni anticipate di trattamento, legge 219/2017) e, se serve, a un mandato per l’amministrazione del patrimonio.

Il caso: papà che vuole ancora decidere, e un decreto scritto bene

Ciro ha settantanove anni e una diagnosi che, nel tempo, ridurrà la sua autonomia. Oggi è perfettamente lucido, ma ha già difficoltà a gestire la banca e la burocrazia.

In Studio abbiamo fatto tre cose in un pomeriggio. La designazione anticipata dell’amministratore di sostegno (art. 408 c.c.), indicando la figlia maggiore e, in subordine, il figlio; le DAT, con l’indicazione del fiduciario; e il testamento, perché quello è un atto personalissimo che nessun amministratore potrà mai fare al posto suo.

Due anni dopo, quando la famiglia ha presentato il ricorso, il giudice tutelare ha nominato la figlia indicata e ha scritto un decreto dettagliato: rappresentanza per la gestione bancaria ordinaria e per i rapporti con la pubblica amministrazione, assistenza per gli atti di disposizione, autonomia piena per la vita quotidiana. Quando è arrivato il momento di vendere il box, il perimetro era chiaro e l’istruttoria è durata due settimane.

(Caso di Studio, nomi e dettagli inventati: qualsiasi somiglianza con persone reali è casuale.)

Cosa fa il notaio

Quanto costa

L’onorario del notaio è libero (tariffe abrogate dal D.L. 223/2006, convertito nella legge 248/2006); i parametri del D.M. 140/2012 servono solo come riferimento per la stima, e resta ferma la disciplina dell’equo compenso (legge 49/2023) nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese. Le imposte sono calcolate sulle norme: la designazione anticipata e le DAT sono atti senza contenuto patrimoniale e scontano imposte in misura fissa. Stime indicative aggiornate a settembre 2026: il preventivo scritto, gratuito e senza impegno, lo dà lo Studio. Puoi farti un’idea con lo strumento imposte fisse e bolli.

Domande frequenti

Chi ha un amministratore di sostegno può fare testamento?

Il testamento è un atto personalissimo: non può farlo l’amministratore al posto del beneficiario. Il beneficiario può farlo se è capace di intendere e volere nel momento in cui dispone; il decreto può contenere limitazioni specifiche, e comunque il notaio valuta la capacità al momento dell’atto.

Può fare una donazione?

È materia delicata. Anche la donazione ha una forte componente personale e le limitazioni del decreto pesano molto; quando è ipotizzabile, richiede comunque autorizzazione e una valutazione rigorosa dell’interesse del beneficiario. Nella pratica, le strade alternative sono spesso preferibili.

L’amministratore può essere un familiare o deve essere un professionista?

Di regola il giudice sceglie nell’ambito familiare, con l’ordine di preferenza indicato dall’art. 408 c.c., salvo che vi siano conflitti di interesse o ragioni che consiglino un professionista. La designazione anticipata fatta dall’interessato è il primo elemento che il giudice considera.

Se il beneficiario firma un atto che non poteva firmare, che succede?

Gli atti compiuti dal beneficiario in violazione delle disposizioni di legge o del decreto possono essere annullati su istanza dell’amministratore, del beneficiario, dei suoi eredi o aventi causa (art. 412 c.c.). È esattamente il rischio che la lettura del decreto serve a evitare.

C’è un’amministrazione di sostegno in famiglia?

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Vedi anche: guida Famiglia e patrimonio · Dopo di noi: proteggere un familiare con disabilità grave · strumento imposte fisse · Casi concreti · glossario.

Fonti per verificare.
Codice civile, artt. 404-413 (amministrazione di sostegno), 374-375 (atti del tutore), 591 e 602 (testamento) ·
Legge 9 gennaio 2004 n. 6, istitutiva dell’amministrazione di sostegno ·
D.Lgs. 149/2022, art. 21 ·
Legge 219/2017, consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento ·
Consiglio Nazionale del Notariato, Guide per il cittadino sulla protezione delle persone fragili e studi sull’amministrazione di sostegno ·
Ministero della Giustizia, informazioni sul giudice tutelare ·
Consiglio Nazionale Forense, materiali sulla tutela delle persone fragili.

Contenuto divulgativo: non sostituisce l’esame del caso concreto.

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