📅 Pubblicato il 14 maggio 2026🔄 Aggiornato il 13 settembre 2026

In 30 secondi

  • Lo statuto vincola la società e tutti i soci, presenti e futuri, ed è pubblico; il patto parasociale è un contratto tra alcuni soci, riservato, che obbliga solo chi lo firma e, se violato, dà diritto al risarcimento ma non annulla la vendita.
  • Prelazione: chi vende deve offrire prima le quote agli altri soci. Gradimento: il nuovo socio deve essere approvato. Nelle SRL entrambe sono ammesse, ma se rendono la quota di fatto intrasferibile scatta il diritto di recesso (art. 2469 c.c.).
  • Drag along: la maggioranza che vende può obbligare la minoranza a vendere alle stesse condizioni. Tag along: la minoranza ha diritto di vendere insieme alla maggioranza. Il drag è valido se garantisce al socio trascinato almeno il valore di liquidazione della quota.
  • I patti parasociali nelle SPA durano al massimo cinque anni, rinnovabili (art. 2341-bis); nelle SRL si applica il diritto comune dei contratti.

Aggiornato al 13 ottobre 2026.

Quando due o tre persone costituiscono una società sono d’accordo su tutto. I problemi arrivano dopo: uno vuole vendere a uno sconosciuto, un altro muore e le quote passano a eredi che non hanno mai lavorato in azienda, un investitore entra e vuole garanzie di uscita, due soci al 50% non si parlano più e la società resta paralizzata. Le regole che risolvono questi casi si scrivono all’inizio, nello statuto o in un patto parasociale. Ecco le clausole più usate nelle PMI, cosa fanno e dove vanno messe.

Statuto o patto parasociale?

Fa parte del percorso: Società e aziende: la guida del notaio per chi fa impresa

Lo statuto è la legge della società: è iscritto nel registro delle imprese, chiunque può leggerlo, vincola anche chi diventa socio in seguito, e le sue clausole hanno efficacia reale: una vendita fatta violando la prelazione statutaria è inefficace verso la società, che non iscriverà il nuovo socio. Il patto parasociale è invece un contratto privato tra alcuni o tutti i soci: resta riservato, può contenere regole che nello statuto non entrerebbero (impegni di voto, obblighi di finanziamento, piani industriali), ma ha efficacia solo obbligatoria: chi lo viola paga i danni o la penale, ma la vendita resta valida. Per le società per azioni la legge fissa una durata massima di cinque anni, rinnovabili, e se il patto è a tempo indeterminato ogni socio può recedere con preavviso di sei mesi (art. 2341-bis c.c.); nelle società aperte va anche comunicato e depositato (art. 2341-ter). Per le SRL non c’è una norma specifica e si applicano le regole generali dei contratti, ma la prassi tende ad allinearsi ai cinque anni. La scelta pratica: nello statuto le regole sulla circolazione delle quote e sulle maggioranze; nel patto gli accordi che riguardano solo alcuni soci o che non si vogliono pubblicare.

Chi può entrare: prelazione e gradimento

Nelle SRL le quote sono liberamente trasferibili, salvo che lo statuto disponga diversamente (art. 2469 c.c.). La prelazione obbliga il socio che vuole vendere a offrire prima le quote agli altri soci, alle stesse condizioni proposte dal terzo (prelazione propria) o a un prezzo determinato da un perito (prelazione impropria). La clausola di gradimento subordina l’ingresso del nuovo socio all’approvazione dell’assemblea o dell’organo amministrativo; se il gradimento è “mero”, cioè senza criteri, oppure lo statuto prevede l’intrasferibilità delle quote, il socio ha diritto di recedere (art. 2469, comma 2), a meno che lo statuto non lo escluda per i primi due anni. Nella pratica scriviamo la prelazione con termini precisi (trenta giorni per esercitarla), l’obbligo di comunicare per PEC il nome del terzo e il prezzo, e la sorte della prelazione nei trasferimenti a familiari e nelle successioni. Un caso frequente a Napoli: il socio muore e i figli ereditano le quote; una clausola di continuazione o liquidazione stabilisce se entrano in società o vengono liquidati dagli altri soci a un valore predeterminato.

Chi esce e come: drag along e tag along

Le clausole sul controllo

Nelle SRL lo statuto può attribuire a singoli soci diritti particolari sull’amministrazione o sugli utili (art. 2468, comma 3): per esempio il diritto di nominare un amministratore, o un veto su certe decisioni. Si possono prevedere maggioranze rafforzate per le decisioni più delicate (vendita dell’azienda, aumento di capitale, cambio di attività) e quorum che impediscono a una maggioranza risicata di stravolgere la società. Nei patti parasociali, invece, si mettono i sindacati di voto (impegno a votare in un certo modo) e i sindacati di blocco (impegno a non vendere), ammessi purché non svuotino le competenze dell’assemblea.

Un esempio con i numeri

Tre soci fondano una SRL di software a Napoli: Marco 60%, Elena 25%, un investitore 15% che versa 150.000 euro. Nello statuto: prelazione a favore dei soci con perizia in caso di disaccordo sul prezzo; tag along per tutti; drag along a favore di chi detiene almeno il 60%, con prezzo minimo pari al valore di recesso; lock-up di tre anni. Nel patto parasociale, riservato: l’investitore ha un’opzione put verso Marco dopo cinque anni al maggiore tra 150.000 euro e il valore di perizia; Marco ha una call sull’investitore se questi cambia controllo. Dopo quattro anni arriva un’offerta di 3 milioni per il 100%. Elena vorrebbe restare, ma il drag along la obbliga a vendere: incassa il 25%, 750.000 euro, molto più del valore di recesso. Se invece Marco vendesse solo il suo 60% a 1,8 milioni, Elena e l’investitore potrebbero esercitare il tag along e vendere anch’essi a 30.000 euro per punto percentuale. Senza queste clausole, Elena avrebbe potuto bloccare la vendita e Marco avrebbe potuto lasciarla socia di uno sconosciuto: due liti che uno statuto di dieci pagine ha reso inutili.

Cosa fa il notaio

Il notaio riceve lo statuto e le sue modifiche, verifica che le clausole siano compatibili con le norme inderogabili (diritto di recesso, valore di liquidazione, divieto di patto leonino), le coordina tra loro (una prelazione e un drag along scritti male si contraddicono) e, quando i soci lo vogliono, redige o autentica il patto parasociale, dandogli data certa. Nelle cessioni di quote successive controlla che prelazione e gradimento siano stati rispettati prima di depositare l’atto nel registro delle imprese. Ne parliamo anche negli articoli su cessione d’azienda o di quote e sulla holding familiare, dove queste clausole servono a tenere unito il controllo tra generazioni.

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Fonti

Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.

Pagina dello Studio Notarile Marco Fiorentino, notaio a Napoli: notaio dal 2011, prima nei Distretti notarili di Lecce e di Trani, dal 2026 a Napoli; avvocato dal 2003.


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