Versione 1 — 23 settembre 2026
Ci sono atti che il notaio non può ricevere, e se li riceve viene sospeso. Non è una scelta sua e non è eccesso di prudenza: lo dice l’articolo 28 della legge notarile. Sapere dove passa quel confine spiega molte risposte che in Studio sembrano severe.
In due righe: il notaio deve rifiutare gli atti espressamente proibiti dalla legge e quelli manifestamente contrari al buon costume o all’ordine pubblico. La Cassazione ha precisato che «espressamente» vuol dire «senza equivoci»: non basta un dubbio, serve una nullità certa.
Che cosa dice l’articolo 28
La norma è del 1913 ed è ancora il cuore del mestiere. Il notaio non può ricevere atti:
- espressamente proibiti dalla legge;
- manifestamente contrari al buon costume;
- manifestamente contrari all’ordine pubblico.
Attenzione a una cosa che confonde quasi tutti: l’articolo 28 non dice se il contratto delle parti è valido o no. Dice che cosa deve fare il notaio. È una regola di condotta rivolta al pubblico ufficiale, non una regola sul contratto. Testo della legge notarile su Normattiva.
«Espressamente» non vuol dire «scritto nero su bianco»
Per anni ci si è chiesti se il divieto riguardasse solo i casi in cui una norma dice a chiare lettere «questo atto è nullo». La Cassazione ha risposto di no: conta che la nullità sia inequivoca, cioè che non ci siano due modi ragionevoli di leggere la legge. Può nascere anche dalla regola generale dell’art. 1418 del codice civile, purché dottrina e giurisprudenza siano ormai d’accordo.
Le pronunce che hanno costruito questa regola
Cass. 11 novembre 1997, n. 11128 — in sintesi, con parole nostre: un atto contrario a una norma imperativa è nullo per effetto dell’art. 1418 c.c., anche quando nessuna norma dice espressamente «è nullo».
Cass. n. 21493/2005 e Cass. n. 29894/2018 — il divieto dell’art. 28 riguarda solo le nullità assolute e inequivoche.
Cass., sez. II, 24 gennaio 2023, n. 2033 — la responsabilità disciplinare si misura sulla condotta del notaio, non come conseguenza automatica della nullità dell’atto.
Dove le abbiamo lette: Federnotizie, «Articolo 28: sospesi tra nullità, nullità inequivoca e… equivoca» e WikiJus, «Atti espressamente proibiti dalla legge». I testi non sono copiati: sono riscritti con parole nostre.
Che cosa resta fuori dal divieto
- Gli atti annullabili: si possono ricevere, e il notaio avverte le parti del rischio.
- Gli atti inefficaci o sottoposti a una condizione che potrebbe non avverarsi.
- Le questioni ancora discusse, su cui dottrina e giurisprudenza non hanno trovato una risposta sola.
È il motivo per cui a volte il notaio dice: «si può fare, ma le spiego che cosa rischia». Non è un modo di prendere tempo: è esattamente la zona in cui la legge gli chiede di informare, non di rifiutare.
Che cosa rischia il notaio
Chi viola l’art. 28 rischia la sospensione da sei mesi a un anno (art. 138, comma 2, della legge notarile). Nei casi meno gravi si va dall’avvertimento alla censura. Per un notaio la sospensione vuol dire studio chiuso: non riceve atti, non firma, non incassa.
Perché questo conviene a lei che è il cliente. Il notaio non ha nulla da guadagnare nel chiudere un occhio: ci rimette lo studio. È la ragione per cui la sua firma vale come prova, e per cui un «no» dello Studio è quasi sempre un «no» che la protegge.
Un esempio, con numeri inventati
Lucia e Renato vogliono vendere un appartamento a 180.000 euro. In istruttoria emerge che l’immobile è stato costruito senza alcun titolo edilizio e non c’è nessuna domanda di sanatoria: il titolo da indicare in atto non esiste. Qui non c’è margine di valutazione: la nullità è inequivoca e il notaio deve rifiutare.
Caso diverso: Annamaria vende un appartamento con una veranda chiusa senza permesso, ma il fabbricato ha un permesso di costruire regolare e l’abuso riguarda solo quella parte. Qui l’atto si può ricevere, perché il titolo esiste ed è riferibile all’immobile. Il notaio lo riceve dicendo chiaramente a chi compra che la veranda è irregolare e che cosa comporta. Rifiutare sarebbe sbagliato quanto tacere.
Cosa fare in pratica
- Mandi i documenti presto. Un problema trovato in istruttoria si risolve; trovato il giorno della firma, salta l’atto.
- Dica tutto, anche quello che teme. Il notaio è tenuto al segreto professionale e il suo interesse è farle chiudere l’atto bene.
- Se sente un «no», chieda il perché per iscritto. Nello Studio glielo scriviamo: serve anche a lei per trattare con l’altra parte.
- Distingua due domande diverse: «l’atto è valido?» e «la casa è a posto?». Non sono la stessa cosa.
Domande frequenti
Il notaio può rifiutarsi di fare un atto perché non gli piace?
No. L’art. 27 della legge notarile lo obbliga a prestare il suo ministero ogni volta che gliene viene fatta richiesta: non sceglie i clienti. Può e deve rifiutare solo nei casi dell’art. 28.
Se il notaio riceve un atto nullo, il contratto è valido?
Sono due piani diversi. L’art. 28 riguarda la condotta del notaio e la sua responsabilità disciplinare. La validità del contratto si giudica con le regole del codice civile.
Che cosa vuol dire «manifestamente contrario all’ordine pubblico»?
Vuol dire che il contrasto deve saltare agli occhi, non emergere dopo un ragionamento complicato. L’avverbio «manifestamente» serve proprio a escludere i casi discutibili.
Il notaio mi ha detto di no: posso andare da un altro?
Se il rifiuto nasce dall’art. 28, il problema è dell’atto, non del professionista: qualunque notaio deve arrivare alla stessa conclusione. La strada giusta è rimuovere l’ostacolo, non cercare chi non lo veda.
Fonti
- Legge 16 febbraio 1913 n. 89 (legge notarile), testo vigente su Normattiva — artt. 27, 28 e 138
- Federnotizie — Articolo 28: sospesi tra nullità, nullità inequivoca e… equivoca
- WikiJus — Atti espressamente proibiti dalla legge e responsabilità del notaio
Ha un caso concreto? Un articolo informa in generale e non è un parere. Se vuole sapere che cosa succede nella sua pratica, ci scriva: rispondiamo entro un giorno lavorativo.
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