Aggiornato al 19 settembre 2026 · versione 1
In breve: sì, l’amministratore di sostegno può comprare casa, accettare un’eredità o una donazione per la persona che segue, ma solo se il decreto del giudice gli dà quel potere e, di regola, con un’autorizzazione. Dal 2023, se l’atto si firma dal notaio, l’autorizzazione può rilasciarla il notaio stesso. Sul beneficio d’inventario la legge non dice in modo espresso che sia obbligatorio: è un punto discusso, e la scelta prudente si fa caso per caso.
Prima di tutto: chi firma
L’amministrazione di sostegno aiuta chi, per una malattia o una menomazione, non riesce a curare da solo i propri interessi (art. 404 c.c.). Il decreto del giudice tutelare indica gli atti che l’amministratore compie in nome e per conto del beneficiario e quelli che il beneficiario compie con la sua assistenza (art. 405 c.c.). Nel primo caso firma l’amministratore. Nel secondo firmano tutti e due. Per tutto il resto il beneficiario resta capace e agisce da solo (art. 409 c.c.).
Come si legge il decreto lo spieghiamo in Amministrazione di sostegno e atti notarili. Qui guardiamo tre atti che portano qualcosa dentro il suo patrimonio.
Perché serve un’autorizzazione
L’art. 411 c.c. applica all’amministratore, in quanto compatibili, le regole del tutore, tra cui l’art. 374 c.c. Questo elenca gli atti che il tutore non può compiere senza autorizzazione. Tra questi ci sono proprio i nostri tre:
- comprare beni, esclusi i mobili che servono per la vita di tutti i giorni e per la casa (n. 1); se si fa un mutuo, anche assumere obbligazioni e dare ipoteca (n. 5 e n. 4);
- accettare un’eredità o rinunciarvi (n. 6);
- accettare donazioni o legati con pesi o condizioni (n. 6).
Comprare casa per il beneficiario
Chi autorizza vuole capire se l’acquisto conviene alla persona protetta: prezzo giusto (di solito con una perizia), provenienza dei soldi, scopo. Spesso l’acquisto è il reimpiego del prezzo di una vendita: lo raccontiamo in Vendere la casa di un minore o di un amministrato.
Accettare un’eredità: pura o con beneficio d’inventario?
Accettare “puramente” significa rispondere dei debiti del defunto anche con i propri beni. Con il beneficio d’inventario, invece, i debiti si pagano solo con i beni dell’eredità. Per minori e interdetti il beneficio è obbligatorio (art. 471 c.c.), per inabilitati e minori emancipati anche (art. 472 c.c.).
Per il beneficiario di amministrazione di sostegno la legge non lo dice in modo espresso. Il giudice può però estendergli, con il decreto, limiti previsti per l’interdetto (ultimo comma dell’art. 411). Le letture non sono uniformi: c’è chi ammette, con autorizzazione, l’accettazione pura di un’eredità sicuramente attiva. Se ci sono debiti, o se non si sa che cosa c’è, il beneficio d’inventario è la strada prudente. Come funziona lo spieghiamo in Accettazione con beneficio d’inventario e autorizzazioni.
Ricevere una donazione
Un genitore o un fratello può donare una casa al beneficiario. Chi firma l’accettazione dipende dal decreto. L’art. 374 chiede l’autorizzazione per le donazioni con pesi o condizioni, per esempio l’obbligo di pagare una somma a qualcuno. Diverso è il caso in cui è il beneficiario a donare: la Corte costituzionale (sentenza n. 114 del 2019) ha chiarito che può farlo, salvo che il giudice glielo abbia vietato in modo espresso.
L’autorizzazione del notaio
Con l’art. 21 del D.Lgs. 149/2022, in vigore dal 28 febbraio 2023, l’autorizzazione per un atto pubblico o una scrittura privata autenticata può rilasciarla il notaio che stipula (ne parliamo in Autorizzazioni notarili dopo la riforma Cartabia). In sintesi:
- si parte da una richiesta scritta;
- il notaio può farsi aiutare da consulenti e sentire i familiari;
- se entra denaro per il beneficiario, stabilisce come va reimpiegato (così dal 26 novembre 2024, con il D.Lgs. 164/2024);
- comunica l’autorizzazione alla cancelleria del tribunale e al pubblico ministero;
- l’autorizzazione diventa efficace dopo venti giorni dalle comunicazioni, se nessuno la impugna; il giudice tutelare può sempre modificarla o revocarla.
Restano al giudice le autorizzazioni per iniziare cause, rinunciarvi o chiuderle con una transazione, e per continuare un’impresa commerciale. E il notaio autorizza l’atto, ma non può allargare i poteri scritti nel decreto: se il decreto non basta, si torna prima dal giudice tutelare.
Un esempio con i numeri
Nomi e numeri inventati. Anna, 82 anni, ha come amministratore il figlio Paolo, con la rappresentanza per gli atti di straordinaria amministrazione. Muore la sorella di Anna e le lascia un appartamento stimato 150.000 euro. Risulta però anche un debito di 40.000 euro, e forse ce ne sono altri.
Paolo chiede l’autorizzazione e accetta per Anna con beneficio d’inventario. Se i debiti fossero 200.000 euro, i creditori si pagherebbero solo con l’appartamento: i 60.000 euro di risparmi di Anna restano fuori. Se non emergono altri debiti, restano circa 110.000 euro di valore. Con una nuova autorizzazione Paolo vende l’appartamento e compra per Anna un bilocale al piano terra da 95.000 euro, vicino a casa sua. Per ogni autorizzazione si mettono in conto almeno i venti giorni di legge.
Cosa fare in pratica
- Procuratevi una copia aggiornata del decreto di nomina e di eventuali decreti successivi.
- Per un’eredità, raccogliete subito notizie su debiti, conti, cartelle e garanzie del defunto.
- Non compiete atti sui beni ereditari prima di aver deciso: potrebbero valere come accettazione.
- Per un acquisto, preparate perizia, estratti conto e una breve nota su perché conviene al beneficiario.
- Fissate la data dell’atto solo dopo che l’autorizzazione è diventata efficace.
Domande frequenti
L’amministratore può accettare l’eredità senza autorizzazione?
Di regola no: accettare o rinunciare a un’eredità è tra gli atti che richiedono l’autorizzazione (art. 374, richiamato dall’art. 411).
Il beneficio d’inventario è obbligatorio?
Per l’amministrazione di sostegno la legge non lo dice in modo espresso: conta il decreto. Se l’eredità è incerta, è la scelta prudente.
Chi rilascia l’autorizzazione, il notaio o il giudice?
Per gli atti notarili può rilasciarla il notaio che stipula. Se il decreto non dà i poteri necessari, serve prima il giudice tutelare.
Un parente può donare una casa al beneficiario?
Sì. Se la donazione ha pesi o condizioni serve l’autorizzazione; chi firma l’accettazione lo dice il decreto.
Fonti
- Artt. 404-411 del codice civile, amministrazione di sostegno (Normattiva)
- Art. 374 del codice civile, autorizzazione del giudice tutelare (Normattiva)
- Artt. 471-472 del codice civile, accettazione col beneficio d’inventario (Normattiva)
- Art. 21 del D.Lgs. 149/2022, autorizzazioni rilasciate dal notaio (Normattiva)
- Art. 6 del D.Lgs. 164/2024, modifiche all’art. 21 (Normattiva)
- Corte costituzionale, sentenza n. 114 del 2019
Vedi anche: amministrazione di sostegno e atti notarili, vendere la casa di un minore o di un amministrato e il beneficio d’inventario.
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Il presente articolo ha finalità informativa. Non costituisce un parere e non sostituisce l’esame del caso concreto.
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