📅 Pubblicato il 2 ottobre 2026🔄 Aggiornato il 2 ottobre 2026

Caso tipo, nomi di fantasia: il caso è ricostruito per spiegare le regole, non riguarda persone reali. È informazione generale, non un parere.

In breve: una casa con la planimetria catastale diversa dallo stato reale non si può vendere finché non si aggiorna il Catasto, e se le differenze sono anche edilizie bisogna prima regolarizzarle in Comune. Si parte dal tecnico, non dal preliminare.

La situazione

Lucia vive a Bari. Alla morte del padre eredita, insieme al fratello Luca, un appartamento di 95 metri quadrati nel quartiere Poggiofranco. Nessuno dei due ci vuole abitare: decidono di venderlo e trovano presto un compratore che offre 230.000 euro. L’agenzia chiede le carte e salta fuori il problema: nella planimetria depositata al Catasto la cucina è dove oggi c’è il soggiorno, un tramezzo non esiste più e il balcone sul retro è stato chiuso con una veranda in alluminio negli anni Novanta.

Lucia conosceva lo Studio dagli articoli e ha chiesto una Consulenza online per capire in che ordine muoversi. L’atto si è poi firmato nello Studio a Napoli, anche se la casa si trova a Bari: il limite riguarda il luogo in cui l’atto viene ricevuto, non il luogo in cui si trova l’immobile. Le regole spiegate qui valgono a Bari come a Napoli.

Il problema: due controlli diversi

La soluzione, passo per passo

  1. Accesso agli atti in Comune. Un geometra ha recuperato la licenza originaria e le pratiche successive: nessun titolo per la veranda.
  2. Tramezzi e cucina. Per le opere interne eseguite senza comunicazione il tecnico ha presentato una comunicazione tardiva con il pagamento della sanzione prevista dal testo unico dell’edilizia.
  3. Veranda. Il tecnico ha verificato se rientrava nelle tolleranze o se era sanabile con il nuovo accertamento di conformità per le difformità parziali (art. 36-bis D.P.R. 380/2001, introdotto dal “Salva casa”). Il Comune ha rilasciato la sanatoria dopo il pagamento dell’oblazione. Se non fosse stata sanabile, la soluzione sarebbe stata rimuoverla prima di vendere.
  4. Aggiornamento catastale. Solo dopo la sanatoria il tecnico ha presentato la nuova planimetria con procedura Docfa all’Agenzia delle Entrate. La rendita è cambiata di poco.
  5. Eredità in ordine. Dichiarazione di successione già presentata; accettazione espressa trascritta, fatta nello stesso atto di vendita.
  6. Preliminare con tempi realistici. Il preliminare è stato firmato solo quando i tempi del Comune erano chiari, con un termine per il rogito di cinque mesi.

Il risultato

Il rogito è arrivato con un mese di ritardo rispetto ai sogni, ma senza sorprese: il compratore ha ottenuto il mutuo, perché la banca ha trovato planimetria e titoli coerenti, e i venditori non rischiano contestazioni. Spese tecniche, sanzione e oblazione (nel caso di fantasia circa 4.000 euro in tutto) sono state divise a metà tra Lucia e Luca.

Le imposte, in breve

Le imposte dipendono dal caso concreto: nel preventivo scritto le trovi voce per voce.

Dove si firma: il notaio e il territorio

Il notaio esercita nel distretto della sua sede e può tenere un ufficio secondario dove il Consiglio Notarile lo autorizza (art. 26 e art. 27 della legge 16 febbraio 1913 n. 89). Il limite riguarda il luogo in cui l’atto viene ricevuto, non il luogo in cui si trovano i beni.

Per lo Studio questo significa che, firmando a Napoli, si possono stipulare atti su immobili, aziende, quote di società ed eredità che si trovano in qualsiasi parte d’Italia. Chi vive fuori dalla Campania viene a Napoli per la firma, oppure rilascia una procura speciale: l’atto è valido allo stesso modo.

Dopo la firma il notaio cura gli adempimenti dove la legge li colloca: registrazione, trascrizione nei registri immobiliari e voltura catastale presso gli uffici competenti per il luogo dell’immobile, iscrizione al Registro delle imprese della camera di commercio competente, comunicazioni ai Comuni. Di questo si occupa lo Studio.

Nel nostro esempio la vendita dell’appartamento di Poggiofranco si può quindi firmare nello Studio a Napoli: chi non può venire rilascia una procura speciale.

Cosa fare in pratica

Domande frequenti

Basta aggiornare la planimetria per vendere?
No, se la modifica richiedeva un titolo edilizio: prima va regolarizzata in Comune, altrimenti si aggiorna il Catasto su un’opera abusiva.

Chi paga la regolarizzazione in una casa ereditata?
Di solito gli eredi, in proporzione alle quote, perché servono prima di vendere. Si può concordare diversamente con il compratore, ma va scritto nel preliminare.

Una piccola differenza di misure blocca l’atto?
Non sempre: la legge prevede tolleranze costruttive. Lo valuta il tecnico caso per caso.

Fonti

Per approfondire: la casa ereditata a Ischia e le procure da lontano.

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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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