I nomi, i luoghi precisi e i dettagli sono di fantasia: il caso è ricostruito per spiegare le regole, non riguarda persone reali.
Due anni fa Francesca, che vive a Napoli, ha fatto tre bonifici al fratello Gianluca, che vive a Bologna: in tutto 30.000 euro, per aprire un laboratorio di falegnameria. Nessun foglio firmato: «siamo fratelli». Oggi il laboratorio va bene e Gianluca vuole restituire tutto. Ma Francesca ha due figli, Gianluca è sposato: tutti e due si chiedono che cosa succederebbe se a uno di loro capitasse qualcosa. Quei soldi erano un prestito o un regalo? Chi lo potrebbe dimostrare?
Il nodo: prestito o regalo?
Un bonifico da sorella a fratello, senza causale chiara, può essere letto in modi diversi: prestito da restituire o aiuto dato per liberalità. Fra eredi, anni dopo, è una domanda che può diventare una lite. La soluzione è una ricognizione di debito: Gianluca dichiara per iscritto di aver ricevuto quella somma a titolo di prestito e di doverla restituire. Chi riceve la dichiarazione non deve più provare da dove nasce il debito: si presume esistente, salvo prova contraria (art. 1988 c.c.).
Perché con le firme autenticate dal notaio
Una scrittura privata con le firme autenticate dal notaio ha due vantaggi: nessuno potrà dire di non averla firmata, e per le obbligazioni di pagare somme di denaro in essa contenute è un titolo esecutivo (art. 474 cod. proc. civ.). Nessuno dei due pensava a un pignoramento; ma una regola chiara, scritta oggi, evita discussioni domani, anche fra gli eredi.
Gianluca è sceso a Napoli per le feste di Natale: la firma si è fatta in Studio, con la famiglia riunita, in mezz’ora.
Come è stata scritta la ricognizione
- Le premesse: i tre bonifici, con data, importo e numero di operazione.
- La dichiarazione di Gianluca: somma ricevuta a titolo di prestito, senza interessi per espressa volontà delle parti.
- Il piano di rientro: 60 rate mensili da 500 euro, con bonifico sul conto di Francesca indicato nell’atto.
- La possibilità di restituire prima, in tutto o in parte, senza penali.
- Che cosa succede se si saltano più rate: dopo un avviso scritto, il residuo diventa esigibile tutto insieme.
- Le quietanze: ogni anno Francesca firma una ricevuta riepilogativa delle rate incassate; all’ultima rata, la quietanza finale di saldo.
Il risultato
Oggi Gianluca paga regolarmente, Francesca rilascia le ricevute, e i figli di entrambi sanno che cosa c’è scritto. Se un giorno ci fosse una successione, quei 30.000 euro sarebbero un credito documentato, non un ricordo da discutere.
Cosa possiamo imparare
- I soldi in famiglia si danno volentieri; conviene anche scrivere se sono un prestito o un regalo.
- La ricognizione di debito sposta l’onere della prova: il debito si presume.
- Le firme autenticate dal notaio danno certezza sulla firma e, per le somme di denaro, valore di titolo esecutivo.
Per le regole generali leggi Le liberalità indirette: quando un aiuto in famiglia è già una donazione e Prestare soldi a un parente con l’ipoteca sulla casa: il mutuo tra privati.
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